Un tuffo nel Mare delle Andamane

Thailand - 24 marzo 2015

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Finalmente è giunta l’ora di viaggiare come si deve con qualche chilo di più sulle spalle e due piccoli viaggiatori al seguito. Destinazione ancora una volta: Thailandia!
Complici delle ottime offerte delle compagnie aeree arabe che con 450/500 euro, fuori stagione, ti portano fino in Asia.
Noi optiamo per la Oman Air. Pietro pare apprezzarne le hostess :), noi apprezziamo lo scalo a Muscat che vince il premio “aeroporto family friendly” offrendo ai passeggeri in transito comodissimi passeggini che ci aiutano non poco durante la nostra sosta. Alice osserva alcune donne coperte interamente da tuniche bianche e ci chiede come mai ci sono dei fantasmi (?!?!).
Dopo dodici ore di volo arriviamo a Bangkok.
Com’è volare coi bambini ci chiedono tutti al nostro rientro? Alice, a tre anni e mezzo, ha superato la fase critica. Felicissima di volare, ma soprattutto di avere per la prima volta un televisore touch screen tutto per sè. Pietro, a 14 mesi, è una gestione più complessa. Per fortuna le hostess se ne innamorano e ci aiutano coccolandoselo a turno. Fondamentale presentarsi al check in con largo anticipo e chiedere i posti con la culletta per il piccolo, per poter riposarsi almeno qualche ora e avere un po’ di spazio per l’area gioco improvvisata ai nostri piedi.
L’impatto con Bangkok, nonostante contiamo che è ormai la quinta volta che passiamo di qui, è sempre eufemisticamente “caloroso”.
Trenta gradi che ti colpiscono appena usciti dall’aeroporto. Pietro la prima notte rischia di sciogliersi (anche se non ha perso neanche un etto!) unica soluzione scappare al mare il prima possibile!
Non prima di aver re-incontrato grazie a Facebook, che ogni tanto serve a ritrovare degli amici reali, un compagno delle medie di Paolo trasferito qui con la famiglia da qualche anno. Vittorio è un regista, dopo aver firmato importanti videoclip, ha preso atto del declino del mercato italiano e si è buttato in una nuova avventura. E’ felicissimo di lavorare in Asia, ha una famiglia splendida e ci ha fatto conoscere degli ottimi ristoranti  incuriosendoci con i suoi racconti da Expat. Ci siamo dati appuntamento il prossimo anno per una serata su qualche roof top bar di Bangkok, esperienza che ancora ci manca. Ironia della sorte abbiamo scoperto di aver vissuto per anni a Torino come vicini di casa e invece è molto più probabile che ci si riveda  i prossimi anni nei nostri passaggi a Bangkok!

La nostra destinazione è l’isola di Koh Kradan, nelle isole di Trang. Prendiamo un volo, un minivan e una barca … ma appena vediamo il colore dell’acqua pensiamo che ogni spostamento è valso la pena!
Koh Kradan è un’isola dove non c’e’ nulla, nessun villaggio, nessun abitante, solo sette resort (purtroppo la maggior parte parecchio cari!), due spiagge e una foresta in mezzo.
Noi abbiamo solo bisogno di un bungalow vista mare, qualche bambino con cui socializzare, dei ristoranti dove scassarci di Pad-Thai (noodle thailandesi), qualche buon libro, la birra fresca, l’acqua calda in cui potersi tuffare ad ogni ora del giorno e una barriera corallina a 200 mt di distanza per nuotare in compagnia di milioni di pesciolini. Ci aggiungiamo anche due djset improvvisati con la mia musica sulla spiaggia per ravvivare qualche serata!
Incontriamo altri viaggiatori, famiglie che trascorrono qualche mese in giro per le isole e raccogliamo informazioni preziose per viaggi futuri. Ci facciamo allettare dall’idea di spostarci in un’altra isola.

A sole due ore di barca dista Koh Lipe, al confine con la Malesia. Qualche anno fa se ne parlava come la nuova “Phi Phi Island”, era la nuova isola paradisiaca da esplorare. Purtroppo sappiamo che il turismo di massa è già arrivato anche lì, ma tutti ci dicono che è comunque un turismo rilassato e che l’isola merita effettivamente una visita. Visto che sicuramente non può che cambiare sempre di più e in peggio e visto che non dista molto, decidiamo di andarla a visitare.
Non rimaniamo delusi. Intravediamo come poteva essere l’isola solo qualche anno fa, ma ci facciamo comunque ammaliare dal suo mare dai colori verdi/blu e dalla sabbia bianca e morbida, con cui i bambini si infarinano in continuazione. L’isola è sfruttata, troppe troppe barche, ma troviamo comunque il nostro angolo di mare incantevole e deserto e ci godiamo la spiaggia con i suoi ristorantini dove mangiare alla sera con i piedi nella sabbia, sorseggiare Chang e Singha, mentre i bimbi giocano in attesa della cena.
Incontriamo parecchi pensionati italiani che decidono di svernare da anni da queste parti e sogniamo un giorno di seguire le loro orme. Notiamo anche come siano aumentati, rispetto ai nostri viaggi precedenti,  i ristorantini italiani, troppa gente in fuga in cerca di uno stile di vita migliore.

Abbiamo imparato negli anni a rallentare sempre di più i nostri ritmi di viaggio, a non avere la frenesia di mettere bandierine su mille posti diversi, ma a goderci l’atmosfera lenta un posto alla volta, un viaggio alla volta. Con due bimbi al seguito rallentiamo ancora di più, tutti e quattro necessitiamo di più tempo per adattarci ai luoghi, rilassarci noi, ambientarsi loro, divertirci tutti :).
La Thailandia si conferma sempre una scelta adattissima coi bimbi al seguito. Un paese facile da girare, con tantissimi mezzi di trasporto per qualsiasi destinazione a qualsiasi ora, con ottimo cibo e con  i thailandesi che ti aiutano di continuo giocando felici con i nostri figli. Certo non è la meta più esotica da esplorare, ma viaggiare con Alice e Pietro è già di per sè un’avventura e noi, ora, non abbiamo bisogno d’altro. Fargli scoprire nuovi mezzi di trasporto, camminare in mezzo ai mercati enormi di Bangkok, mangiare spiedini (spigolini come li chiama Alice) alle bancarelle, vivere nudi sulla spiaggia, giocare con bimbi di qualsiasi nazionalità, iniziare a mettergli un piccolo zainetto sulle spalle è sufficiente a renderci felici!
Ci rendiamo conto che non dobbiamo avere fretta, ad ogni età corrisponderà il giusto viaggio, adesso per loro è importante passare del tempo con noi e viceversa, non sono ancora pronti a mille spostamenti e luoghi di cui non ricorderebbero molto. Gli rimarranno impresse delle sensazioni, e per noi è stato bellissimo vederli unirsi in questa vacanza,  insabbiarsi insieme di giorno e rincorrersi la sera nel bungalow per poi crollare vicini sul loro letto improvvisato con un materasso a terra.
Son state solo due settimane, ma intense. I bambini ti riempiono la vacanza, non esistono tempi morti e per una volta il tempo non è volato, ma si è dilatato in emozioni quadruplicate.  Siamo tornati negretti, in qualche modo riposati e con la testa piena di sogni pronti a decollare!

Passaggio di testimone

Uncategorized - 15 febbraio 2015

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Correva l’anno 2007 quando io e Pablo con un sorriso stampato sul viso  salutavamo tutti e ci preparavamo a partire per il nostro Giro del Mondo. Mi ricordo ancora l’adrenalina dei preparativi, le ultime serate torinesi in cui già ci sentivamo distanti anni luce dai soliti locali, le solite uscite, le solite chiacchiere.
Oggi con gran piacere salutiamo due viaggiatori in partenza che ci stanno facendo riaffiorare tanti ricordi: Luca e Roberta di IdeaNomade.
Con Roberta son cresciuta sui banchi di scuola, dal liceo, un’amicizia intensa di tante cose in comune. Passano gli anni, ci si incontrava ormai per caso in città, per poi scoprire che la passione per i viaggi é la stessa e vederla partire come noi, zaino in spalla pronta a realizzare i suoi sogni.
Li seguiremo dal loro blog, con un pizzico di sana invidia, rivedremo posti già visti, ci stupiremo nel vedere i cambiamenti e ci faremo ispirare per i prossimi viaggi. Ci siamo dati un appuntamento, non al bar sotto casa per un caffè al rientro , ma in Asia da qualche parte il prossimo anno.
In tanti penseranno che sono i soliti fortunati, che loro se lo possono permettere, io ribadisco che è sempre questione di scelte. Hanno avuto il coraggio di mollare tutto, il lavoro, la casa, la famiglia e gli amici. Hanno venduto la macchina e girato un anno a piedi in città per iniziare a risparmiare per il viaggio. Non dormiranno in resort all inclusive e viaggeranno su mezzi sgangherati, cammineranno per chilometri con il loro zaino, ma saranno liberi e felici, con tutto il tempo e il mondo a loro disposizione.

Suerte Luca e Roby, que te vaya bien! Vi diranno in Argentina dove forse sarete già atterrati quando ci leggerete.

La spilletta di Caterina che ci ha accompagnato per tutto il viaggio sulla nostra borsa dice “Se non ci provi non lo saprai mai”. Voi lo state facendo e avete tutta la nostra stima!

A presto, ci vediamo in giro!

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Same same but different

Grecia - 13 gennaio 2015

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C’è chi dice che avere un figlio voglia dire non poter più viaggiare, figurarsi averne due!
Ma come ha disegnato egregiamente Giovanna nel nostro logo,  basta mettere l’ultimo arrivato nello zainetto e si può sempre partire :) E la cosa più meravigliosa di tutte e che in qualsiasi posto tu vada sarà sempre un riscoprirlo attraverso i loro occhi e i loro “wow!”

Quando è nata Alice ci chiedevamo come sarebbe stato per una bimba vivace come lei abituarsi agli spazi ristretti del furgone, quando è nato Pietro ci siam chiesti come poterci stare tutti e quattro, eppure abbiamo aggiunto qualche cintura di sicurezza, li abbiamo messi nello stesso lettino e … siam partiti!
La prima gita in Svizzera nella bellissima valle Verzasca, dai paesaggi elfici, primi test con il furgone e primo tentativo di viaggio con amici in camper (esperimento riuscitissimo a parte Alice che non si sa perché era sempre nel camper dei vicini!).  E poi in cerca di un po’ di bel tempo in Corsica e  a Serignan in attesa del ritorno in Grecia per la vacanza estiva!

Quest’anno decidiamo di esplorare la poco, anzi direi pochissimo, turistica isola di Eubea. Noi quattro, il furgone, la spiaggia, il mare, la luna e i falò e …  nessun altro.
E al rientro per non farci mancare nulla un salto al Busker Festival per vedere Alice ballare per le strade di Ferrara e Pietro imparare ad applaudire con le manine.

E ora aspettiamo Marzo con il sorriso tra le labbra e quattro biglietti aerei in tasca. Si torna in Thailandia, in qualche isoletta sperduta, con Alice e Pietro, same same but different, come diranno loro!

Stay tuned, ne vedremo delle belle :)

Grecia on the beach

Grecia - 19 novembre 2013

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Oggi piove, c’e’ aria di neve in città, tempo perfetto per i ricordi estivi e  per riprendere il filo dei nostri racconti di viaggio.

Estate 2013. Cri, la pancia, Pablo, Alice e il nostro furgone.
Prima meta ipotizzata la Turchia, ma causa ecografie irrimandabili, decidiamo di non allungare troppo il viaggio e fermarci in Grecia. La Turchia continua a rimanere lì tra i nostri sogni da realizzare al più presto.
Cominciamo a documentarci in rete e scopriamo con piacere che la Grecia pare una destinazione ideale per i camperisti come noi.
Ma quali tra le mille isole scegliere? O meglio la terraferma? Dove possiamo incontrare le spiagge meno affollate ad agosto e soprattutto parcheggiare liberamente con il nostro furgone vista mare? (Domanda da 100 milioni di dollari!)
Iniziamo a parlare con gli amici viaggiatori per avere consigli e scopriamo che lo Zio di Davide, camperista, sono anni che trascorre mesi in Grecia e ha appena pubblicato una guida per il campeggio libero nel Peloponneso.
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Primi passi in giro per il mondo

New York, Thailand - 27 ottobre 2013

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Riprendiamo il resoconto dei nostri primi viaggi in famiglia …

Dopo le prime esperienze di viaggi a tre in furgone è giunta l’ora, anche per sfruttare il fatto che i bambini non pagano il volo aereo fino ai due anni d’età, di portare Alice dall’altra parte del mondo.

Non smetteremo mai di ringraziare a dovere i nonni per la prima grande occasione: un viaggio con tutta la famiglia a New York!
Agosto 2012, Alice ha 10 mesi ed è pronta a gattonare nei parchi della Grande Mela :)
Prenotiamo il volo, rigorosamente notturno per facilitare a tutti il viaggio, ci assicuriamo che la compagnia aerea le riservi la culletta da agganciare alle prime file di sedili dell’aereo, affittiamo un appartamento che ci sembra più pratico e … via si parte!

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Di nuovo in mondovisione

Uncategorized - 29 settembre 2013

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Son passati un po’ di anni dall’ultima volta che abbiamo scritto su queste pagine, ma non certo perché ci sia passata la voglia di viaggiare alla prima occasione. Il viaggio nelle isole delle Filippine del gennaio 2011 (nostro ultimo racconto) ha portato bene e la famiglia dei mondovisionari si è allargata con una piccola viaggiatrice di nome Alice.
E ora che siamo in tre (e in realtà a dirla tutta a brevissimo in quattro :) ) a viaggiare, sentiamo ancora di più la necessità di condividere le esperienze di viaggio e di cercare in rete racconti di famiglie che non hanno smesso di esplorare il mondo zaino in spalla e passeggino al seguito :)

E così rieccoci “in mondovisione”, abbiamo pensato che fosse ora di fare un restyle del blog.  Speriamo vi piaccia la nuova veste grafica, ringraziamo Giovanna (cactus art prints) per aver aggiunto Alice al nostro logo.  Ci siamo divertiti con un po’ di saudade  come direbbero in Brasile, a rileggere e impaginare i vecchi racconti, ma è stato anche uno stimolo per iniziare a sognarne di nuovi … stay tuned :)

Per chi non si ricorda, prima il blog era così:

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Ma ora facciamo un passo indietro di qualche anno … nel 2011 per festeggiare la notizia della piccola in arrivo decidiamo di farci un regalo, un sogno tenuto lì in attesa del momento giusto per essere realizzato: l’acquisto di un furgone camperizzato, annata 1986, per continuare i nostri viaggi on the road. In ricordo della nostra casa mobile in Nuova Zelanda, lo ribattezziamo White Spring.
Il primo viaggio on the road ci porta nell’amata Costa Verde della Sardegna. Ci stupiamo nuovamente della quiete e dei luoghi selvaggi di questa costa ancora, fortunatamente, poco sfruttata, della possibilità di vivere la vita in furgone come piace a noi: liberi e con la vista mare!!!
Non abbiamo comprato un furgone per rintanarci in campeggi super attrezzati o parcheggi dove sostare stipati come sardine tra un camperone e l’altro. Con qualche difficoltà continuiamo a cercare quei posti che ancora ti danno la libertà di fermarti lontano da strutture turistiche, di cenare coi piedi nella sabbia e tuffarti nel mare al primo risveglio.

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Bastano gli occhi

Filippine - 12 gennaio 2011

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Due settimane di vacanza natalizie e non resistiamo a non prendere l’ennesimo volo, destino: Filippine!
Ci troviamo subito concordi, dato il poco tempo a disposizione e la nostra voglia di viaggiare sempre più slow, di esplorare una sola delle miriade di isole che compongono questo strano paese.
Atterriamo a Manila il 25 sera, dopo un pranzo natalizio servito dalla Emirates sicuramente non all’altezza dei manicaretti che ci aspettavano a Torino. Ma il piacere di ritrovarsi, dopo neanche un’ora dall’atterraggio, con i sandali ai piedi a bere una birra fresca nel primo chiosco per strada per soli 30 centesimi  ci fa dimenticare subito panettoni e altre leccornie di casa.

Manila è una grossa capitale di cui stentiamo a trovare il fascino e il 26 abbiamo già un volo interno prenotato per dirigerci all’isola di Palawan.
Ma non abbiamo fatto i conti con le infrastrutture locali…arrivati all’aereoporto di Manila ci informano che il nostro volo previsto per la sera era stato anticipato al pomeriggio perchè a Palawan non funzionavano le luci della pista d’atteraggio!
Non avendo controllato la mail non eravamo stati informati del cambio di orario, non ci è rimasto che accettare il rimborso dei soldi per il taxi, riaffrontare un’altra notte nella capitale e attendere frementi il mattino successivo per raggiungere l’isola e rifugiarci finalmente al mare.
Seguendo le dritte di amici e le informazioni della guida, ci dirigiamo subito al nord per fare tappa al villaggio di El Nido. Lì decidiamo che avremmo fatto base per la prima settimana per poter esplorare al meglio l’arcipelago di Bacuit su cui si affaccia la splendida baia del Nido.

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Mora mora

Madagascar - 24 agosto 2010

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Antananarivo (per gli amici “Tanà”) - 25 luglio 2010

Dopo una lunga dormita per riprenderci dal viaggio notturno iniziamo il nostro vagabondare per le strade del centro di Tanà. Mi stupisco subito, piacevolmente, dell’aspetto della città. Circondata da colline su cui si inerpicano piccole strade attorniate da case con ancora lo stile coloniale ereditato dai francesi ben visibile, non posso che giudicarla, a suo modo, una bella città. Specialmente se confrontata con l’architettura di altre caotiche capitali africane.
Ci tuffiamo subito nel mercato del centro città per abituarci di nuovo agli odori, alla polvere, al vociare tipico di questi luoghi. E per abituare fin da subito anche i nostri stomaci al lungo viaggio che ci attende, decidiamo di concederci il primo pranzo locale.

Affascinati da un pulman cittadino parcheggiato in mezzo al mercato sul quale vediamo la gente mangiare seduta come se stesse dirigendosi chissà dove, decidiamo, pur non capendo assolutamente niente del menù scritto su un finestrino, di sederci anche noi. E così, ordinando un po’ ad intuito con qualche parola di francese, ci ritroviamo a mangiare il primo pranzo tipicamente malgascio (che poi avremmo mangiato più e più e più volte): un piatto di riso in bianco di dimensioni spropositate accompagnato da un piattino con un piccolo pezzo di pesce al sugo (a seconda dei casi il pesce si trasformerà poi in un pezzetino di pollo o nel più frequente stufato di zebù con spinaci). L’abilità, che ci metteremo un po’ di giorni ad imparare, sta nel mischiare coscienziosamente il poco condimento con la mole di riso in modo da non rimanere a metà pasto con una quantità di riso in bianco totalmente insapore e inodore da mangiare. Pancia piena comunque sempre garantita alla modica cifra di 1 euro a persona.

Man mano che il viaggio andrà avanti scopriremo alcune eredità lasciate dai francesi, come la quantità di due cavalli color panna che circolano come taxi per la città e che Pablo si diverte a fotografare.
La seconda notte a Tanà riutilizziamo la community di couchsurfing.org per trovare ospitalità e conoscere qualcuno del posto a cui chiedere le prime dritte sul viaggio. Veniamo ospitati da Cecile, ragazza francese ricercatrice all’università e suo marito Tahine, artista malgascio, in una villetta molto carina alle porte della città. Non solo ci ospitano, ma ci raccontano delle bellezze del Madagascar dandoci i loro consigli, ci fanno assaggiare il pane cotto nel loro forno solare con un ottimo formaggio sempre di loro produzione e ci cucinano un’ottima cena malgascia! Non smetterò mai di stupirmi di ciò che couchsurfing può offrire ad un viaggiatore e delle persone splendide che  ci dà modo di conoscere.

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L’ingiusta eredita’

Cambogia - 4 gennaio 2010

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L’ultimo giorno a Siam Rep siam andati a visitare il museo delle mine. Visita molto interessante, non tanto per i reperti in se’, ma per la storia del suo fondatore, un ex khmer rosso ribatezzato dai giapponesi Aki Ra.
Aki Ra, rimasto orfano all’eta’ di 5 anni, entra da bambino a far parte dell’esercito dei Khmer Rossi e, come molti bambini, viene utilizzato per minare i terrreni. Successivamente durante la “liberazione”  vietnamita diserta ed entra a far parte dell’esercito vietnamita. Al termine della guerra poche persone conoscono meglio di lui le mine che ha imparato ad usare fin da bambino. Si specializza ulteriormente lavorando per le Nazioni Unite e decide di dedicarsi allo sminamento della Cambogia. Da solo e senza attrezzatura smina una media di 300 mine al giorno e decide di fondare il museo per far conoscere la sua storia e aiutare i bambini colpiti ancora oggi  dalle numerose mine rimaste.
Se ogni guerra e’ ingiusta, ancora piu’ ingiusto trovo sia il lasciare dopo 30 anni di combattimenti, un paese con un’eredita’ tale: una stima di cinque milioni di mine ancora presenti che continuano a mietere vittime! Continue Reading

Sentirsi a casa

Bangkok, Cambogia - 24 dicembre 2009

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E’ strano atterrare dall’altra parte del mondo e sentirsi a casa. Arrivare a Bangkok, girare ormai in scioltezza in cerca della guesthouse dell’ultimo viaggio e riconoscere le bancarelle preferite di pad thai a cui ormai, nel segno della globalizzazione, si sono aggiunti i chioschi di kebab e felafel.
E’ strano perche’ e’ la prima volta che torniamo qui dopo aver visto l’India e la nostra visione e’ cambiata. Sara’ la stagione secca che rende l’aria piu’ limpida e respirabile (siam anche riusciti a vedere il cielo blu!), ma me la ricordavo piu’ trafficata, piu’ caotica, piu’ rumorosa. Le citta’ indiane ormai ci hanno forgiato per qualsiasi viaggio :-).
Ci godiamo i primi giorni di relax,  in attesa dell’arrivo del mio zaino intercettato a Mosca, gironzolando per Khao San Road curiosando tra gli ultimi design di magliette. Ci spingiamo verso la zona moderna dei centri commerciali per scovare le tendenze cool della moda giovanile asiatica. Scopriamo negozi dal design stiloso, centri commerciali sorprendetemente moderni e accattivanti e un museo del design di recente apertura. Bangkok  ci conferma ad ogni viaggio di essere sempre piu’ una citta’ al centro delle tendenze asiatiche e non solo.
Recuperato lo zaino finalmente ci mettiamo in viaggio verso la Cambogia. Pulman, per i nostri standard, moderno e strade ben asfaltate in 5 ore ci portano al famigerato confine. Tutto procede per il meglio, otteniamo il visto con una piccola “mancia” di 5 dollari al poliziotto di turno.

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