Benefit o non benefit?

New Zealand - 30 dicembre 2007

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Niki e Julian sono proprio due persone splendide. Ci hanno riospitato e coccolato in attesa dell’arrivo di Matteo. Ci siamo salutati con commozione e con la consapevolezza di rivederci da qualche parte del mondo, in Italia o in Australia. Si’ perche’ anche loro entreranno a fare parte della numerosa schiera di neozelandesi che lasciano il paese per andare a vivere nella vicina Australia.
Ho parlato molto con Niki in questi giorni e le ho chiesto il motivo di questa loro decisione. Dovete sapere che per un neozelandese e’ piuttosto normale cambiare casa, lavoro e vita in qualsiasi momento, non sono cosi’ vincolati culturalmente come lo siamo noi italiani.
Lei mi ha spiegato che si erano stufati di lavorare e pagare sempre piu’ tasse, un 30% del loro stipendio circa, mentre in Australia pare che gli stipendi siano migliori e le tasse inferiori. Ma dove finiscono tutti i soldi che i neozelandesi versano in tasse?
Niki mi spiega il sistema dei sussidi con cui vivono piu’ di 300.000 persone su una popolazione, ricordiamo, di soli quattro milioni di abitanti. Molte di queste persone non pensano minimamente di cercarsi un lavoro e vivono da generazioni mantenute dal governo.
Famiglie intere, senza nessun particolare problema sociale, che non lavorano e vivono di sussidio per anni e anni. Loro vivono non facendo nulla e chi lavora paga piu’ tasse per poterli sostenere.
Tutti sono a conoscenza del problema e sanno che molta gente richiede e ottiene facilmente il sussidio solo per mancanza di voglia di lavorare e non per reali esigenze sociali, ma nessun partito osa opporsi a questo sistema perche’ cosi’ rischia di perdere una grossa fetta di elettori.
Niki mi racconta di non essere contraria all’esistenza dei benefit, lei stessa per tre anni li ha richiesti, quando era madre di sei figli piccoli e con un ex marito in carcere. Sicuramente esistono persone che possono necessitare di un aiuto e visto che lo stato sociale in Nuova Zelanda e’ alto e puo’ permettersi di aiutare i piu’ bisognosi perche’ non farlo. Il problema e’ come il sistema sia degenerato al punto che quasi chiunque puo’ ottenere un sussidio, anche solo andando dal medico e facendosi fare facilmente una dichiarazione di infermita’ per poterli ottenere.


Oltre ai sussidi esistono altri modi per vivere “facile” in Nuova Zelanda, come una richiesta di prestito per motivi di studio. Iscrivendosi a qualsiasi tipo di corso si ottiene un prestito dal governo per ogni anno di studio, soldi che bisogna restituire allo stato solo nel momento in cui si trova un lavoro con uno stipendio minimo di circa 13.000 euro annui. Moltissimi studenti sfruttano questa occasione per studiare finanziati dal governo neozelandese e poi, finiti gli studi, andare a vivere in qualche altro paese,come l’Australia, e non restituire mai il proprio debito. E intanto c’e’ chi rimane qui e continua a pagare le tasse…
Oltre al prestito per pagarsi i corsi lo studente puo’ fare una richiesta di prestito di 80 euro a settimana per l’affitto della casa piu’ altri soldi per eventuali spese per materiali di studio. Ovviamente molti ne aproffittano richiedendo soldi che utilizzano poi per ben altri scopi e che, soprattutto, non restituiranno mai.
Il paradosso e’ che non esistono limiti di eta’ per fare richiesta di uno student loan pertanto molti neozelandesi in pensione si iscrivono a qualche corso e ottengono il prestito che non saranno mai tenuti a restituire visto che non lavorano piu’ e quindi non percepiscono stipendio.
E nel frattempo, mentre i Kiwi abbandonano la loro rigogliosa e bellissima terra, Auckland si popola di asiatici.
Camminando in centro citta’ e in zona universitaria si potrebbe facilmente pensare di essere in qualche citta’ in Cina visto che la popolazione asiatica a Auckland supera ormai quella neozelandese.

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