Taganga, che sembra uscire da una canzone di Gaber, e’ stata la nostra casa per piu’ di una settimana. Dopo mesi di spostamenti piu’ o meno frenetici, finalmente abbiamo potuto rallentare un po’ il ritmo. A Taganga abbiamo trovato un ostello (villa vista mare!) dove ci siamo sentiti come a casa. Camera con bagno, terrazzone con amache, cucina da cui abbiamo sfornato paste al pesto barilla, pesce al forno, melanzane alla parmigiana, zuppa di mariscos in latte di cocco …. L’ostello e’ gestito da due fratelli colombiani giovanissimi e molto disponibili. In tutto eravamo quattro ospiti e abbiamo ritrovato piacevolmente l’atmosfera di una casa dopo mesi di ostelli e presunte pensioni.
E a Taganga abbiamo incominciato a comprendere meglio il perche’ la Colombia viene definita “Locombia”. Il popolo a cui assomigliano maggiormente sono sicuramente i brasiliani, per lo spirito festaiolo e caciarone, ma soprattutto per la musica assordante che viene da ogni dove. Per farvi solo qualche esempio, l’intrattenimento clou del paesino è un video juke box piazzato sul lungo mare e a disposizione di tutti per pompare al massimo volume video allucinanti di musica reggaetton da ballarci intorno. Che sia lunedi’ sera o martedi’ mattina all’alba, non importa, chiunque voglia ascoltare un po’ di musica la deve condividere con tutto il paese, solitamente piazzando le casse enormi dello stereo direttamente sulla strada. Ne risulta un miscuglio sonoro continuo e assordante a cui dopo un po’ di giorni si fa l’abitudine.
Usando Taganga come casa base abbiamo visitato i dintorni a partire dal Parco Nazionale Tayrona. Il parco e’ semplicemente meraviglioso nella sua natura selvaggia. Di mare bello ne abbiamo visto tanto e ne vedremo sicuramente ancora, ma le spiagge di Tayrona rimarrano nel cuore. Un parco dove la jungla confluisce nel mare lasciando spazio ad enormi spiagge di sabbia bianca costeggiate da palme altissime (rischio di vita quotidiano erano le numerose cadute di cocchi!). Il tutto reso ancora piu’ piacevole dalla totale assenza di alberghi o altro tipo di strutture. L’unica possibilita’ di alloggiamento sono la tenda o le amache, circondati da natura selvaggia e purtroppo, bisogna dirlo, un esercito di mosquitos!
Abbiamo passato cinque giorni accampati nel parco a cucinare sul fuoco con nuovi amici conosciuti li’ e Giorgio, il nostro compagno di viaggio che ci segue ormai dalla Bolivia e che abbiamo rincontrato a Tayrona. E’ strano essere in inverno con un sole a quaranta gradi, ma purtroppo in parte ce ne siamo resi conto per le continue e improvvise piogge stagionali.
Dopo Tayrona, grazie ai suggerimenti di molti amici colombiani, ci siamo spostati nella vicina Quebrada Valencia. Un luogo immerso totalmente tra jungla, fiumi e cascate e fortunatamente ancora fuori dai circuiti “lonely planet”. Le poche persone che vi abitano sono artigiani, musicisti, artisti che mettono a disposizione amache o capanne per fermarsi una notte o anche mesi. Una volta li si chiamava hippy, ora sono ragazzi che vivono di artigianato e musica e adorano vivere nella natura. E che natura! Basta far pochi passi per raccogliere banane, ananas, aguacate (avocado), mango… Violetta e’ una di loro, ventenne, sembra un folletto, abita in cima ad una cascata, totalmente isolata dal mondo. La bella casa dove vive appartiene a Lina Maria Hincapie, artista colombiana di fama internazionale. Lei e’ sua allieva e ad Ottobre e’ stata in Italia per partecipare ad una esposizione. Ora vive a Quebrada Valencia e ha come progetto di trasformare la casa in un laboratorio musicale e artistico. Non e’ difficile immaginare che la bellezza del luogo possa contagiare diverse generazioni di artisti in cerca di posti tranquilli dove poter creare.
Purtroppo non ci siamo potuti fermare molto a Valencia, complice qualche piccolo malanno e la necessita’ di rimettersi in movimento.
E’ quasi ora di salutare il Sud America, Panama ci aspetta! Vi aggiorneremo con le prossime avventure dal Darien Gap, la famigerata frontiera via terra che separa i due continenti.
To be continue….


2 Comments
Secondo me questo vostro giro del mondo lo state facendo anche per trovare il posto più figo dove trasferirvi definitivamente… ;-)
Per tenervi aggiornati sul clima delle nostre parti, anche qui in questi giorni ci sono temporali (stile monsoni). In compenso, per tenerci allegri, le temperature salgono e scendono repentinamente variando dai 35 ai 20 gradi.
Grandi, continuate così! Aspettiamo tutti di vedere Panama con i vostri occhi…
un abbraccio
Tobia
in luoghi cosi belli si possono perdonare anche i mosquitos.nonna