<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Mondovisione</title>
	<atom:link href="http://www.mondovisione.eu/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.mondovisione.eu</link>
	<description>diario di viaggio di una famiglia in mondovisione</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 Apr 2020 07:48:21 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=3.6</generator>
		<item>
		<title>Messico e Nuvole</title>
		<link>http://www.mondovisione.eu/2020/04/08/messico-e-nuvole/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=messico-e-nuvole</link>
		<comments>http://www.mondovisione.eu/2020/04/08/messico-e-nuvole/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2020 16:52:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mondovisione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Messico]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mondovisione.eu/?p=953</guid>
		<description><![CDATA[ÃˆÂ passato un mese dal nostro rientro, ma mai come questa volta, sembra una vita fa, ora finalmente ho tempo di rispolverarne i ricordi. Quest&#8217;anno avevamo voglia di Latino America, ci mancava il viaggiare in un paese dove riuscireÂ  a comunicare con le persone,Â  fa la differenza, e per la terza volta torniamo nell&#8217;amato Messico. Buttiamo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<a href='http://www.mondovisione.eu/2020/04/08/messico-e-nuvole/cover-baja/' title='cover-baja'><img width="150" height="150" src="http://www.mondovisione.eu/wp-content/uploads/2020/04/cover-baja-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="cover-baja" data-ngfb-wp-pid="967" /></a>

<p>ÃˆÂ passato un mese dal nostro rientro, ma mai come questa volta, sembra una vita fa, ora finalmente ho tempo di rispolverarne i ricordi.</p>
<p>Quest&#8217;anno avevamo voglia di Latino America, ci mancava il viaggiare in un paese dove riuscireÂ  a comunicare con le persone,Â  fa la differenza, e per la terza volta torniamo nell&#8217;amato <strong>Messico</strong>.<br />
Buttiamo i bambini, eccitatissimi,Â  giÃ¹ dal letto alle quattro di mattina e iniziamo il lungo viaggio: Torino-Francoforte-Los Angeles.<br />
Il volo di andata assomiglia piÃ¹ ad un survival, Ali parte con 38,5 di febbre, Milo Ã¨ sveglissimo e stanchissimo &#8230; ci ripromettiamo di non viaggiare piÃ¹ con un volo diurno cosÃ¬ luuuungo.<br />
Fatichiamo a farlo dormire e a calmarlo, dopo 12 ore scendiamo a testa bassa dall&#8217;aereo scusandoci con i poveri vicini disturbati dalle sue urla.<br />
Per fortuna all&#8217;atterraggio ci viene a prendere Gogol, caro amico di famiglia, che ci ospita per la prima notte nella sua bellissima e rilassante casetta in stile orientale appoggiata sulla tranquilla collina di Los Angeles, a Highland Park.<br />
Al mattino,Â complice il jet leg, ammiriamo l&#8217;alba dal suo giardino,Â  e dopo aver imbottito Ali di tachipirina ci rimettiamo di nuovo in viaggio verso l&#8217;aereoporto: la <strong>Baja California</strong> ci aspetta!!</p>
<p>Atterriamo a San Jose&#8217; del Cabo tempo di noleggiare la macchina ed eccoci on the road, prima direzione: <strong>La Paz</strong>!<br />
Tritiamo i primi 200 km mentre i bimbi dormono esausti, iniziamo a familiarizzareÂ  con il paesaggio che ci avrebbe tenuto compagnia per i successivi 15 giorni: cactus, deserto, cactus deserto e ancora cactus!<br />
Arriviamo la sera in un piccolo airbnb non distante dal lungomare.<br />
I primi giorni li dedichiamo a La Paz, i bambini a turno si passano l&#8217;influenza, ma riusciamo comunque a rilassarci di giorno nella famosa spiaggia di Playa Balandra e a tuffarci la sera nel colorato e chiassoso carnevale mentre i bimbi provano giostre di altri tempi e i giochi sparpagliati nell&#8217;affollatissimo Malecon e noi sorseggiamo cerveza Pacifico.</p>
<p><a title="IMG_1030" href="https://www.flickr.com/photos/mondovisione/49738766667/in/album-72157713765345368/" data-flickr-embed="true"><img alt="IMG_1030" src="https://live.staticflickr.com/65535/49738766667_b080e50e45_h.jpg" width="1600" height="1200" /></a><script charset="utf-8" type="text/javascript" src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" async=""></script>Â </p>
<p>Dopo tre giorni Ã¨ ora di rimetterci in viaggio, non abbiamo nulla di prenotato, studiamo l&#8217;itinerario giorno per giorno e decidiamo di provare ad andare ad avvistare le famose <strong>balene grigie</strong> che in questo periodo dell&#8217;anno affollano le tre lagune della Baja California dove vengono a riprodursi.</p>
<p>Optiamo per <strong>Bahia Magdalena</strong> cheÂ  non ci fa deviare troppo dalla meta successiva, Loreto, ma decidiamo di scartare il porto delle principali escursioni e di dirigerci verso il nord della laguna al minuscolo villaggio di Lopez Mateos. La scelta ci sembra azzeccata, il vento Ã¨ parecchio forte in questo periodo dell&#8217;anno, ma questo tratto della laguna Ã¨ molto protetto inoltre siamo l&#8217;unica barca a partire per l&#8217;escursione e non ci dispiace poter fare l&#8217;uscita in completa solitudine.</p>
<p>Lo scenario ci sorprende,Â  Ã¨ bellissimo! Salpiamo al calar del sole, la laguna Ã¨ circondata da dune di sabbia e numerosi uccelli che popolano quest&#8217;area protetta. La barchetta Ã¨ minuscola, otto posti circaÂ  (ma ci siamo solo noi), grossa come la metÃ  di una balena madre. Non riesco a non chiedere al nostro capitano se non ci son mai stati degli incidenti durante gli avvistamenti. Una volta sola, mi racconta, trent&#8217;anni prima, per colpa di un barcaiolo che non ha visto una balenaÂ  e ha fatto una manovra sbagliata urtandone una che passando sotto ha fatto ribaltare la barca, ma per fortuna, ci ricorda, sono amiche dell&#8217;uomo.</p>
<p>Noi aguzziamo la vista speranzosi e in pochissimo tempo iniziamo ad avvistare a distanza il primo spruzzo e giÃ  urliamo di gioia. Sappiamo perÃ² che molte persone in queste lagune arrivano addirittura a toccarle, ci sembra impossibile e invece, entrando di qualche chilometro dentro la laguna, avvistiamo una mamma con il suo cucciolo di appena due settimane. Il capitano ci incita a mettere la mano nell&#8217;acqua scura per chiamare a noi il cucciolo, l&#8217;avviciniamo con un misto di speranza e timore e dopo poco eccolo lÃ¬ che si fa accarezzare dalla mano di Pablo!</p>
<p>Gioca attorno alla barca per una decina di minuti attirato dai nostri schizzi e poi ci saluta con un&#8217;immagine che, ammetto, mi ha fatto scendere le lacrime, andando via a fianco alla sua mamma con un ultimo tuffo a due fuori dall&#8217;acqua.</p>
<p><a title="IMG_20200226_172317_1" href="https://www.flickr.com/photos/mondovisione/49738747897/in/album-72157713765345368/" data-flickr-embed="true"><img alt="IMG_20200226_172317_1" src="https://live.staticflickr.com/65535/49738747897_a27903144d_b.jpg" width="768" height="1024" /></a><script charset="utf-8" type="text/javascript" src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" async=""></script></p>
<p>Decidiamo, nonostante l&#8217;ora di tritare ancora qualche chilometro e arrivare per la sera alla cittadina di <strong>Loreto</strong> pensando di prenotare una sistemazione lungo la strada, ma abbiamo sottovalutato il deserto Messicano, per chilometri e chilometri solo cactus e nessunissimo segnale telefonico.</p>
<p>Arriviamo a <strong>Loreto</strong>, stanchi, affamati e senza stanza. Appena arrivati in cittÃ  riusciamo a collegarci a booking.comÂ  che ci segnala pochissime strutture disponibili, invece avviene quello che anni fa pensavo impossibile. Troviamo una camera in centro paese grazie alla vecchia LonelyPlanet (una volta era impensabile trovare disponibilitÃ  nella prima struttura economica segnalata dalla guida, come cambiano i tempi!).</p>
<p>Il proprietario della Posada, un vecchio messicano rigorosamente baffuto e gentilissimo, aggiunge un materasso a terra in una stanza e ci fa accomodare tutti e cinque.<br />
Loreto Ã¨ una tranquilla cittadina con un centro storico molto bello e rilassante. I pittoreschi ristoranti che circondano la piazza sono tutti all&#8217;aperto, nonostante alcune sere non sia per nienteÂ  caldo in questa stagione,Â  ceniamo con i mariachi che ci rallegrano dedicandoci la canzone di Coco!</p>
<p>Ma la voglia di mare e relax ci spinge a ripartire, direzione nord verso <strong>BahÃ­a ConcepciÃ³n</strong>, una delle mete piÃ¹ ambite del nostro progetto di viaggio.<br />
La strada da Loreto alla Baja si incunea tra montagne e cactus, ma dopo qualche chilometro iniziano a spuntare lingue di sabbia e insenature perfette e iniziamo a sognare di avere con noi il nostro amato furgone.<br />
Questa parte della Baja California Ã¨ il paradiso dei Van Lifer!</p>
<p>Le spiagge sono popolate da camper e furgoni, americani che vengono qui a svernare per mesi in riva al mare. Tutto Ã¨ consentito e in questa parte del Messico non percepiamo mai pericoli solo tanta quiete e libertÃ .<br />
Altre spiagge hanno bellissime casette a pochi passi dall&#8217;acqua, alcune sono in vendita, fotografiamo qualche cartello di vendita a futura memoria ;-)</p>
<p><a title="IMG_1400" href="https://www.flickr.com/photos/mondovisione/49737886178/in/album-72157713765345368/" data-flickr-embed="true"><img alt="IMG_1400" src="https://live.staticflickr.com/65535/49737886178_ec8d113d74_h.jpg" width="1600" height="1200" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una sera mentre sorseggiamo una cervezaÂ  in un ristorantino di sabbia affacciato sul mare assistiamo per la prima volta al fenomeno della &#8220;bioluminiscenza&#8221;, non avevamo ma visto niente di simile nei nostri viaggi. E&#8217; stato come vedere un&#8217;aurora boreale nel mare, grazie alla presenza di microrganismi che al passare dell&#8217;onda si illuminano di luce verde fluorescente. Magia Pura!<br />
SalutiamoÂ BahÃ­a ConcepciÃ³n con una certezza: un giorno prenderemo un furgoneÂ  in California e scenderemo da queste parti con molto piÃ¹ tempo a disposizione per goderci appieno la sua natura selvaggia.</p>
<p>E&#8217; giunta l&#8217;ora di rientrare, passiamo ancora un paio di giorni a La Paz, ora decisamente piÃ¹ tranquilla dopo i giorni di festa del carnevale. Ammiriamo i numerosi graffiti che scopriamo gironzolando per le sue strade, i buonissimi ristoranti e barÂ e ci godiamo ancora Playa Balandra con la sue acque basse perfette per fare giocare i bimbi mentre gustiamo il mango fresco servito in spiaggia (basta ricordarsi di chiederlo rigorosamente senza sale!).<br />
Saltiamo, mio rammarico, l&#8217;escursione con gli squali balena e le nuotate coi leoni marini &#8230; saranno un altro buon motivo per tornare da queste parti, ma con un bimbo di un anno e mezzo proprio tutto tutto ancora non si riesce a fare ;-) <a title="IMG_1687" href="https://www.flickr.com/photos/mondovisione/49738754432/in/album-72157713765345368/" data-flickr-embed="true"><img alt="IMG_1687" src="https://live.staticflickr.com/65535/49738754432_a1af494663_h.jpg" width="1600" height="696" /></a><script charset="utf-8" type="text/javascript" src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" async=""></script></p>
<p>Per spezzare ilÂ  viaggio di rientro decidiamo di fareÂ  una sosta anche dall&#8217;altra parte della Baja verso l&#8217;oceano a Todos Santos, famosa per le sue onde da surf e per il celebre Hotel California.<br />
Arriviamo giusto in tempo per un Margarita da sorseggiare al tramonto da un promontorio sul mare e mentre osserviamo il cielo cambiare colore ogni secondo guardiamo l&#8217;orizzonte in cerca di balene.<br />
Pietro esclama &#8220;ma Ã¨ impossibile vedere una balena da qui&#8221; e invece dopo pochi secondi eccola lÃ¬ a pochi metri dalla riva che esce a salutarci dall&#8217;acqua! Questo Messico non finirÃ  mai di stupirci.<br />
Ci godiamo l&#8217;ultimo giorno camminando per negozi di artigianato e gallerie di arte e design mexicano e giocando a calcio sulla gigantesca spiaggia oceanica.</p>
<p>E&#8217; ora di imbarcarci,Â  ci fermiamo a Los Angeles ancora una notte per un ultimo saluto a Gogol che fa felici i nostri bimbi portandoci alÂ Kidspace Children&#8217;s Museum di Pasadena dove passano le ultime ore a giocare ai piccoli scienziati con numerosi e divertentissimi esperimenti.<br />
Per fortuna il volo notturno di rientro va decisamente meglio dell&#8217;andata,Â  mi emoziona vedere come Alice e Pietro bramino di avere il loro schermo per guardare finalmente dei cartoni, ma scelgano rigorosamente lo stesso cartone e si aspettino per vederlo in perfetta sincronia.</p>
<p>Mai il ritorno in Italia fu scelta piÃ¹ difficile, torniamo consapevoli che la quarantena ci aspetta.<br />
Passiamo da deserto e liberta&#8217; alla chiusura in casa perchÃ¨ Ã¨ quello che sappiamo avverrÃ  in pochi giorni nel nostro Paese per colpa del Coronavirus.<br />
Trascorriamo le ultime ore a interrogarci se sia la scelta giusta, la piÃ¹ sicura, ma cercando di prevedere come sarebbe stato l&#8217;andamento del virus anche nel resto del mondo decidiamo di salire sull&#8217;aereo (dopo aver dovuto cambiare itinerario tre volte per poter raggiungere Torino) per tornare vicino alle nostre famiglie.</p>
<p>E&#8217; stato un viaggio diverso, perchÃ¨ le notizie che leggevamo ogni giornoÂ  spesso ci toglievano la spensieratezza che avremmo voluto avere. Ma adesso, riguardando le foto, ci rimane la consapevolezza di essersi stati molto fortunati a poter volare tra le nuvole fino in Messico perchÃ¨ ora, chissÃ  per quanto tempo, non si potrÃ  tornare a viaggiare con la stessa serenitÃ  in giro per il mondo.<br />
In ogni caso, una cosa eâ€™ certa, appena riapriranno i cieli noi saremo lÃ¬ , tutti e cinque, pronti all&#8217;imbarco!</p>
<p><a href="https://www.flickr.com/photos/mondovisione/albums/72157713765345368" target="_blank">Guarda la gallery su Flickr</a></p>
<div class="embed-container"><iframe src="https://www.flickr.com/photos/mondovisione/sets/72157713765345368/player/" height="240" width="320" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mondovisione.eu/2020/04/08/messico-e-nuvole/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>16375</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;isola di Milo&#8221;s&#8221;</title>
		<link>http://www.mondovisione.eu/2019/10/23/lisola-di-milos-2/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lisola-di-milos-2</link>
		<comments>http://www.mondovisione.eu/2019/10/23/lisola-di-milos-2/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Oct 2019 20:16:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mondovisione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Grecia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mondovisione.eu/?p=931</guid>
		<description><![CDATA[La chiamano Vanlife, un termine come tanti altri molto in voga in questo momento, io la chiamo Libertaâ€™! La libertÃ  di poter decidere allâ€™ultimo dove dormire, di non dover passare le ore su airbnb e booking in cerca di una stanza (e chi mi conosce sa bene quanto io abbia bisogno di non aprire quei [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<a href='http://www.mondovisione.eu/2019/10/23/lisola-di-milos-2/milos/' title='milos'><img width="150" height="150" src="http://www.mondovisione.eu/wp-content/uploads/2019/10/milos-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="milos" data-ngfb-wp-pid="944" /></a>

<p>La chiamano Vanlife, un termine come tanti altri molto in voga in questo momento, io la chiamo Libertaâ€™!</p>
<p dir="ltr">La libertÃ  di poter decidere allâ€™ultimo dove dormire, di non dover passare le ore su airbnb e booking in cerca di una stanza (e chi mi conosce sa bene quanto io abbia bisogno di non aprire quei due portali almeno in vacanza :)), di spostarsi in base ai venti, al miglior tramonto, alla taverna piÃ¹ sfiziosa, di poter dormire a due passi dal mare e tuffarsi in acqua ancora in &#8220;pigiama&#8221;. Di far scorrazzare i bimbi seminudi tra spiaggia, casa, spiaggia, casa, taverna e souvlaki :)</p>
<p dir="ltr">Questa Ã¨ stata la nostra estate nellâ€™Isola di Milos! Destinazione scelta quasi per gioco, per rendere onore a Mini Milo per poi scoprire che le aspettative date dai numerosi racconti di altri viaggiatori erano tutte vere, Ã¨ unâ€™isola meravigliosa e ce ne siamo completamente innamorati!</p>
<p dir="ltr">Piccola, facile da girare, con spostamenti brevi, ma con oltre settanta spiagge tutte da scoprire. Una parte centrale dellâ€™isola piÃ¹ turistica ma con tanti angoli tranquilli dove rilassarsi, e due coste estÂ  e ovest da esplorare sfidando le sterrate dove le normali auto a noleggio non possono andare. Ogni costa ha la sua caratteristica, il mare Ã¨ quasi sempre basso e facilmente accessibile anche ai bimbi, perfetto per imparare a nuotareÂ  e per Milo che gioca a rischiare lâ€™annegamento un giorno sÃ¬ e uno no.</p>
<p dir="ltr">Ci sono spiagge con altissime suggestive pareti di roccia pericolanti a fare da contorno, câ€™Ã¨ la famosissima costa bianca di origine vulcanica con le sue scogliere a picco sul mare a creare un paesaggio quasi lunare. Un luogo che si merita tutta la sua fama. Di giorno affollatissimo, ma al mattino presto e al tramonto spettacolare per godersi tutta la sua bellezza in tranquillitÃ , far arrampicare i bimbi sulle rocce di perlite e fare il bagno nella minuscola insenatura creata dal mare. Solo in Grecia ci si puÃ² permettere di dormire a due passi da una localitÃ  cosÃ¬ turistica in furgone senza problemi con una vista da togliere il fiato, mentre una coppia di avventurieri con tendina riesce addirittura a dormire sullaÂ  micro spiaggetta creata dallâ€™insenatura con tutta la mia invidia e ammirazione :)</p>
<p><a title="IMG_3932" href="https://www.flickr.com/photos/mondovisione/48943839226/in/dateposted-public/" data-flickr-embed="true"><img alt="IMG_3932" src="https://live.staticflickr.com/65535/48943839226_0324381765_h.jpg" width="1600" height="1200" /></a><script charset="utf-8" type="text/javascript" src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" async=""></script>Â  Â  E poi câ€™Ã¨ la wilderness della costa ovest con km di spiagge selvagge e affascinanti e i miglior tramonti a far da cornice la sera. Per arrivarci bastano qualche km di strade sterrate e un tocco di incoscienzaâ€¦ Arriviamo a pochissimi metri dal mare, ma lâ€™ultimo tratto la strada scende ripidamente ed Ã¨ completamente piena di buchi, scendiamo, la studiamo, risaliamo, la ristudiamo â€¦. Alla fine decidiamo di fare scendere i bimbi a piedi e tentiamo lâ€™impresa. Il furgone se la cava alla grande, con qualche sobbalzo ma &#8230; ne valeva la pena! Riusciamo a posizionarci sul mare e a goderci tre giorni (fino a fine scorte dâ€™acqua) di spiaggia selvaggia. <a title="IMG_20190731_184743" href="https://www.flickr.com/photos/mondovisione/48943290768/in/dateposted-public/" data-flickr-embed="true"><img alt="IMG_20190731_184743" src="https://live.staticflickr.com/65535/48943290768_d063b127a5_h.jpg" width="1600" height="1200" /></a><script charset="utf-8" type="text/javascript" src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" async=""></script></p>
<p dir="ltr">E mentre io mi diverto a giocare a â€œpalla al Purtiâ€ coi bimbi nellâ€™enormitÃ  di questi spazi tutti per noi, Pablo inizia a studiare come mettere le catene per riuscire a ritornare nella civiltÃ . Prendiamo le misure dello spazio delle ruote, andiamo a misurare la strada, la distanza tra le buche piÃ¹ grandi, mettiamo i cunetti a tappare nei punti piÃ¹ critici, montiamo le catene, facciamo gli scongiuri e a tutto gas il mitico furgone riesce ad uscirne indenne! Apprezziamo il primo viaggio con il nuovo mezzo, tanti gli spazi dentro che ci permettono di montare e smontare piÃ¹ velocemente e spostarci con grande rapiditÃ , in questo momento, in cinque Ã¨ il mezzo che fa per noi â€¦. Quando i bimbi cresceranno potremmo tornare a dimensioni piÃ¹ piccole e giÃ  sogniamo un 4X4 per poter affrontare ogni situazione con agilitÃ . Ancora adesso non sappiamo come abbiamo fatto a non incastrarci in alcune stradine nei classici minuscoli abitati dell&#8217;isola dove l&#8217;odiato navigatore ci ha fatti capitare.</p>
<p dir="ltr">PerchÃ¨ Milos non Ã¨ solo mare, Milos sono anche tanti minuscoli centri abitati uno piÃ¹ bello dell&#8217;altro, Milos Ã¨ un paese costituito praticamente da una sola taverna coi tavoli letteralmente appoggiati sull&#8217;acqua, Milos sono le su Syrma colorate che si affacciano direttamente sulle spiagge. Le vecchie rimesse delle barche ora convertite ad abitazione che offrono squarci perfetti per una fotografia ricordoÂ  e spazi riparati per giocare per il piccolo Milo che si diverte a invadere la privacy di queste suggestive abitazioni. Milos sono le stradine bianche e strette, le finestre blu, le piazze delle chiese con tavoli di pietra che rubiamo per i nostri pranzetti, i polpi appesi a seccare al sole, i gattini che rubano le lische di acciughe sotto i tavoli delle taverne e la solita generositÃ  greca che ci fa tornare ogni anno nella loro terra.</p>
<p><a title="IMG_3828" href="https://www.flickr.com/photos/mondovisione/48943838636/in/dateposted-public/" data-flickr-embed="true"><img alt="IMG_3828" src="https://live.staticflickr.com/65535/48943838636_0d2db8e0af_h.jpg" width="1600" height="1200" /></a><script charset="utf-8" type="text/javascript" src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" async=""></script></p>
<p dir="ltr">Tra tutte le spiagge una in particolare ci Ã¨ rimasta nel cuore, una piccola baia a nord, con un kantina dove la sera, quando tutti rientravano verso casa, ci piaceva piazzarci con il furgone, da soli, sul mare. Una kantina dove siamo stati accolti e benvoluti, dove una volta messi a nanna i tre piccoletti potevamo sdraiarci sui loro lettini a guardare le stelle cadentiÂ  e goderci il silenzio facendoci coccolare dai suoni del mare.</p>
<p dir="ltr">Ci concediamo anche qualche giorno nella piccola vicina Kimolos, pochi minuti di traghetto per esser catapultati in un&#8217;isola dall&#8217;anima piÃ¹ greca che mai! Una lunga spiaggia di sabbia bianca, l&#8217;incontro fortuito con due coppie di italiani, una mista italo/greca, con cui scoppia subito un&#8217;affinitÃ  grazie ai bimbi e le passioni in comune. Trascorriamo con loro una serata piacevolissima nella chora, un dedalo di viuzze sommerse di taverne tipiche e greci di ogni etÃ  in festa. Un paesino meraviglioso, rilassato, vivo,Â  che vale sicuramente il viaggio!</p>
<p dir="ltr">E prima di affrontare il luuuungo viaggio di rientro ci fermiamo una notte ad Atene,Â  eh sÃ¬ questa voltaÂ  in un airbnb :), dove passiamo poche ore, facciamo tanti balsami e ci affrettiamo a vedere il tramonto dall&#8217;Acropoli (dopo 7 anni ce l&#8217;ho fatta a farmici portare!) per poi finire la serata nel vivace e piacevole quartiere di Psyri. Dopo tante notti in mezzo alla natura non ci dispiace passeggiare per qualche ora, fin quando i bimbi ce lo concedono, in mezzo alla vita notturna ateniese e ai suoi mille bar affollati di giovani in festa.</p>
<p dir="ltr">E per la prima volta rientriamo a casa giÃ  pensando di tornareÂ  a Milos, chissÃ , quel che Ã¨ certo e che la Grecia, ancheÂ  dopo tanti anni, continua a emozionarci e che abbiamo ancora miriadi di isole da esplorare con la nostra piccola casetta viaggiante e i tre piccoli selvaggi al seguito :)</p>
<p><a href="https://www.flickr.com/photos/mondovisione/albums/72157711455090551" target="_blank">Guarda la gallery su Flickr</a></p>
<div class="embed-container"><iframe src="https://www.flickr.com/photos/mondovisione/sets/72157711455090551/player/" height="240" width="320" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mondovisione.eu/2019/10/23/lisola-di-milos-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>16853</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Si viaggia in 5!</title>
		<link>http://www.mondovisione.eu/2019/05/06/si-viaggia-in-5/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=si-viaggia-in-5</link>
		<comments>http://www.mondovisione.eu/2019/05/06/si-viaggia-in-5/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 May 2019 19:21:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mondovisione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Thailand]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mondovisione.eu/?p=912</guid>
		<description><![CDATA[2 Marzo 2019 Back in Thailand!!! E questa volta si viaggia in 5, la famiglia Ã¨ al completo :) Partenza da Torino ore 9.00 &#8230; 24 ore dopo arrivo a Kho Kood. Nel mezzo 10 ore di volo (per una volta diretto da Milano complici le super offerte di Airitaly che conÂ  350 euro a [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
<a href='http://www.mondovisione.eu/2019/05/06/si-viaggia-in-5/img_8450-e1557089130938/' title='img_8450-e1557089130938'><img width="150" height="150" src="http://www.mondovisione.eu/wp-content/uploads/2019/05/IMG_8450-e1557089130938-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="img_8450-e1557089130938" data-ngfb-wp-pid="918" /></a>
<br />
<strong>2 Marzo 2019</strong></p>
<p>Back in <strong>Thailand</strong>!!! E questa volta si viaggia in 5, la famiglia Ã¨ al completo :)</p>
<p>Partenza da Torino ore 9.00 &#8230; 24 ore dopo arrivo a<strong> Kho Kood</strong>. Nel mezzo 10 ore di volo (per una volta diretto da Milano complici le super offerte di Airitaly che conÂ  350 euro a testa ci portano fino a Bangkok). I sedili sono stretti, lo spazio Ã¨ poco. Abbiamo pagato 60 euro per avere il posto davanti alla culletta di Milo, spesa inutile il piccoletto tenta subito il suicidio liberandosi dalla cintura e cercando di buttarsi giÃ¹. Risultato: ce lo teniamo in braccio per il resto del viaggio quando non se ne va a gattonare in giro per l&#8217;aereo . La gente ci guarda salire temendo per la loro quiete. Con un pizzico d&#8217;orgoglio posso dire che sia all&#8217;andata che al ritorno ci hanno fatto i complimenti per questa piccola famiglia di viaggiatori che ha lasciato riposare tutti serenamente.</p>
<p>Atterrati a Bangkok il tempo di respirarne l&#8217;aria calda ci siamo fiondati su un minibus che ci aspettava per portarci diretti al molo di Trat.<br />
Alice&#8221;Â <em>Faceva molto caldo e poi abbiamo preso un pulmino che ha guidato 5 ore. In quelle 5 ore ci siamo addormentati come dei ghiri. Poi siamo andati in barca Ã¨ durato un&#8217;altra ora e quando siamo scesi abbiamo preso un furgoncino aperto e ci siamo seduti nel cassone.&#8221;</em></p>
<p>Finalmente, dopo 24 ore, raggiungiamo la nostra spiaggia una delle piÃ¹ remote dell&#8217;isola, la spiaggia di Ao Prao dove ci fermeremo per i primi 10 giorni.<br />
Un bungalow a pochi metri dall&#8217;acqua, qualche ristorantino dove cenare la sera, una lunga distesa di sabbia bianca e il sole che tutte le sere tramonta nel mare davanti a noi.<br />
Non cercavamo niente di piÃ¹. Milo a 9 mesi va guardato a vista, gattona ovunque, dalla sabbia all&#8217;acqua e vorrebbe assaggiare tutto quello che tocca.<br />
Per fortuna Alice e Pietro sono piÃ¹ che autonomi, li vediamo giocare lontani nell&#8217;acqua calda e bassa fino a che il sole non scende nel mare, costruire castelli di sabbia e cacciare conchiglie. Mentre i thailandesi fanno a gara a rapirci Milo per coccolarselo e per fortuna lui non dice mai di no :) cosÃ¬ riesco a concedermi anche un rigenerante massaggio sulla spiaggia.</p>
<p><a title="IMG_8149" href="https://www.flickr.com/photos/mondovisione/46993370644/in/album-72157708428368094/" data-flickr-embed="true"><img alt="IMG_8149" src="https://live.staticflickr.com/65535/46993370644_269f559c83_h.jpg" width="1600" height="1200" /></a><script charset="utf-8" type="text/javascript" src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" async=""></script></p>
<p>Il sabato decidiamo di unirci all&#8217;associazione locale &#8220;Trash for heroes&#8221; che si occupa di ripulire le spiagge dall&#8217;enorme massa di immondizia che viene trasportata ogni giorno dalla corrente in un punto della baia.<br />
Capsule di caffÃ¨, sandali, accendini, spazzolini, bottigliette di vetro, bicchieri, cannucce &#8230; i bambini danno una mano volentieri e iniziano a metabolizzare la situazione dei nostri mari sommersi di plastica. In poche ore riempiamo decine e decine di sacchi di immondizia :(</p>
<p>Gli ultimi giorni ci spostiamo nella spiaggia piÃ¹ centrale, alla sera, in cerca di un po&#8217; di musica, troviamo un piccolo localinoÂ  gestito da un simpatico hippie thailandese.<br />
Tutte le sere jam session e il bar autogestito: entri e ti prepari tu i tuoi cocktail o ti servi di Singha/Chang/Leo dal frigo lasciando i soldi sulla fiducia.Â  Milo gattona felice tra i cuscinoni del locale, Alice si coccola un piccolo cagnolino e Pietro si unisce tutte le sere ai musicisti facendosi imprestare qualche strumento.</p>
<p>E&#8217; ora di tornare indietro, salutiamo Kho Kood con un po&#8217; di malinconia, dopo anni di Thailandia possiamo dire di aver trovato una delle nostre isole preferite. Tranquilla, senza macchine di turisti, senza miliardi di beach bar,Â  verde e rigogliosa grazie alle sue cascate e al fiume che la attraversa, con bellissime spiaggeÂ  e possibilitÃ  di dormire anche in romantici bungalow affacciati sul fiume.<br />
Il modo migliore per girarla Ã¨ sicuramente noleggiando un motorino, noi, con Milo cosÃ¬ piccolo, non potevamo, ma un giorno abbiamo preso un pickup che ci ha fatto fare il giro dell&#8217;isola. Imperdibile la visita al villaggio di pescatori di Ao Yao. Un piccolissimo paesino galleggiante costruito su palafitte collegate da passerelle dove potersi concedere un ottimo e economico pranzo di pesce e frutti di mare.</p>
<p>Ci aspettano gli ultimi giorni a Bangkok. I bimbi son cresciuti, almeno due :),Â  e mi stupisco della facilitÃ  con cui ormai li si puÃ² portare in giro. Il sabato li strapazziamo tutta la giornata aÂ Chatuchak il piÃ¹ grande mercato della Thailandia e loro non si lamentano mai anzi ora si divertono a frugare tra le bancarelle di artigiani e provare t-shirt mentre noi ci stupiamo della qualitÃ  e design dei loro tessuti e assaggiano il cibo delle bancarelle facendo a gara con me a chi mangia piÃ¹ mango fresco!<br />
Alla sera ancora un mercato, questa volta il Rot Fai Market, e finiamo la serata con un divertente e vertiginoso giro in tuk tuk tra il traffico folle di Bangkok.</p>
<div class="embed-container"><iframe src="https://drive.google.com/file/d/1pA814tF16uCi2iKtL0hHF3qEj5MtC_fS6A/preview" height="480" width="640"></iframe></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si torna a casa, felici di questa prima esperienza in cinque. Abbiamo scelto come primo viaggio per Milo la Thailandia che si conferma sempre uno dei paesi piÃ¹ facili dove andare con un bimbo piccolo.Â  CordialitÃ , facilitÃ  di spostamenti, mare perfetto per loro, ottimo cibo e tanto relax che era quello di cui avevamo bisogno in questo momento.<br />
Il prossimo viaggio giÃ  camminerÃ  e potremo iniziare ad affrontare qualche spostamento in piÃ¹ &#8230; e intanto per quest&#8217;estate, in suo onore, stiamo iniziando a sognare l&#8217;isola di Milo, in Grecia,Â  con il nostro amato furgone :)<br />
<a href="https://www.flickr.com/photos/mondovisione/albums/72157708428368094" target="_blank">Guarda la gallery su Flickr</a></p>
<div class="embed-container"><iframe src="https://www.flickr.com/photos/mondovisione/sets/72157708428368094/player/" height="240" width="320" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></div>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mondovisione.eu/2019/05/06/si-viaggia-in-5/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2193</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Seychelles: tra tartarughe giga e pesci dai mille colori</title>
		<link>http://www.mondovisione.eu/2018/03/25/seychelles-tra-tartarughe-giga-e-pesci-dai-mille-colori/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=seychelles-tra-tartarughe-giga-e-pesci-dai-mille-colori</link>
		<comments>http://www.mondovisione.eu/2018/03/25/seychelles-tra-tartarughe-giga-e-pesci-dai-mille-colori/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Mar 2018 20:35:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mondovisione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Seychelles]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mondovisione.eu/?p=889</guid>
		<description><![CDATA[Questâ€™anno non Ã¨ stato facile scegliere la nostra meta per il viaggetto invernale. Volevamo andare al caldo, dovevamo scegliere una meta tranquilla che non comportasse troppi spostamenti ed evitare il virus della Zika che, purtroppo, abbiamo scoperto essere ormai presente in tutta l&#8217;America del Sud e Centrale e anche in Asia.Â  Abbiamo quindi iniziato a [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<a href='http://www.mondovisione.eu/2018/03/25/seychelles-tra-tartarughe-giga-e-pesci-dai-mille-colori/26072753577_63cd9347ea_k/' title='26072753577_63cd9347ea_k'><img width="150" height="150" src="http://www.mondovisione.eu/wp-content/uploads/2018/03/26072753577_63cd9347ea_k-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="26072753577_63cd9347ea_k" data-ngfb-wp-pid="898" /></a>

<p>Questâ€™anno non Ã¨ stato facile scegliere la nostra meta per il viaggetto invernale. Volevamo andare al caldo, dovevamo scegliere una meta tranquilla che non comportasse troppi spostamenti ed evitare il virus della Zika che, purtroppo, abbiamo scoperto essere ormai presente in tutta l&#8217;America del Sud e Centrale e anche in Asia.Â  Abbiamo quindi iniziato a guardare verso lâ€™Oceano IndianoÂ  e puntato il dito sulla mappa: Seychelles!<br />
Ci Ã¨ sembrata una destinazione semplice, rilassante e senza grandi virus dai cui doversi proteggere.<br />
Probabilmente non avessimo avuto queste esigenze non lâ€™avremmo considerata come destinazione, ma iniziando a studiare i vari spostamenti abbiamo letto racconti di viaggio che ci confermavano la possibilitÃ  di visitare queste isole evitando i resort all inclusive e abbiamo pensato: perchÃ© no? :)</p>
<p>Grazie alle compagnie aeree arabe Ã¨ possibile acquistare voli a prezzi ragionevoli per il mese di febbraio, piÃ¹ difficile Ã¨ stato trovare invece delle sistemazioni del nostro budget.</p>
<p><em>Alice: siamo andati in aereo e abbiamo subito detto â€œdove sono le cuffie per i cartoniâ€ e poi siamo partiti.</em><br />
<em>Abbiamo fatto uno scalo</em>Â <em>e abbiamo trovato dei giochi e ci siamo messi a scivolare e giocare ai Pigiamask e poi stavamo aspettando lâ€™aereo, ma il signore ha detto â€œsi parte domattina allâ€™albaâ€ e allora abbiamo dormito su un passeggino (gentile concessione dell&#8217;aereoporto di Doha).Â </em></p>
<p>La soluzione piÃ¹ economica per dormire alle Seychelles sono le guest house self catering che offrono lâ€™utilizzo della cucina.Â  Son stati sicuramente utilissimi i racconti di altri viaggiatori che consigliavano di caricarsi lo zaino con cibo dallâ€™Italia, anche se inizialmente ci sembrava esagerato queste scorte sono state veramente fondamentali per il nostro standard di viaggio.<br />
Alle Seychelles tutto Ã¨ importato e pertanto molto caro. I ristoranti scarseggiano perchÃ© la maggior parte dei turisti cenano nei loro resort. Le uniche soluzioni economiche sono i Take Away, camioncini o semplici chioschi, che per 5 euro ti offrono un pranzo o cena a base di riso pesce o pollo.<br />
Molte spiagge, e questo ci ha stupito positivamente, non hanno neanche un bar dove prendere da bere quindi dotarsi di pranzo al sacco Ã¨ stato spesso una questione di sopravvivenza oltre che di risparmio.<br />
Un semplice, ma buonissimo, mango shake in un chioschetto di palme e legno sulla spiaggia costaÂ  8 euro.Â  Per fortuna i bimbi in questo aiutano perchÃ© non mancavano mai di regalargli bananine o cocco extra.</p>
<p><a title="IMG_7333" href="https://www.flickr.com/photos/mondovisione/40051046825/in/album-72157664917434577/" data-flickr-embed="true"><img alt="IMG_7333" src="https://farm1.staticflickr.com/811/40051046825_e52950615a_b.jpg" width="1024" height="768" /></a></p>
<p><em>Quindi siamo atterrati e ci siamo svegliati , faceva caldo, abbiamo fatto un tuffoÂ  e poi abbiamo preso un aereo che era grande come mezzo aereo.Â Â </em><em>Il giorno dopo abbiamo incontrato la mia prima amica del viaggio, italiana, eÂ  abbiamo giocato per tre giorni di fila.<br />
</em><em>Il secondo giorno siamo andati allâ€™isola delle tartarughe, gli abbiamo dato da mangiare delle foglie speciali, non mangiano tutte le foglie, solo quelle speciali. Le tartaruga erano giga! Abbiamo fatto una camminata e attraversato lâ€™isola. Siamo arrivati sudati marci, abbiamo fatto un tuffo e abbiamo scoperto che Pietro sapeva nuotare senza braccioli. Poi siamo andati a fare â€œsnorkylâ€ e sembrava di nuotare in un acquario, abbiamo visto gli squali e tantissimi pesci bellissimi, abbiamo visto anche Nemo (dice Pietro) e pesci arcobaleno. E forse anche Dory.</em></p>
<p><a title="IMG_7440" href="https://www.flickr.com/photos/mondovisione/39135663180/in/album-72157664917434577/" data-flickr-embed="true"><img alt="IMG_7440" src="https://farm1.staticflickr.com/818/39135663180_d5fd578ee0_b.jpg" width="1024" height="768" /></a></p>
<p>Nonostante siano isole che vivono di turismo da anni, nonostante la presenza di resort di lusso, abbiamo apprezzato lâ€™accessibilitÃ  di tutte le spiagge, la non privatizzazione dei luoghi pubblici. Lâ€™assenza di strutture come bar e ristoranti, sdraio e ombrelloni in alcuneÂ  spiagge considerate tra le piÃ¹ belle al mondo.</p>
<p>Le Seychelles sono composte da migliaia di isole. Molte sono raggiungibili solo in barca, alcune sono accessibili solo ai Vip che vi arrivano in elicottero e soggiorno nel resort a cinque stelle.Â Noi abbiamo dedicato i primi giorni allâ€™isola di Praslin per poi spostarci nella piÃ¹ piccola La Digue.</p>
<p><a title="IMG_7540" href="https://www.flickr.com/photos/mondovisione/27074184808/in/album-72157664917434577/" data-flickr-embed="true"><img alt="IMG_7540" src="https://farm1.staticflickr.com/813/27074184808_4c48f985b0_b.jpg" width="1024" height="768" /></a></p>
<p>Abbiamo girato Praslin coi mezzi pubblici, a parte il caldo alle fermate, coiÂ  bus si riesce a raggiungere la maggior parte delle spiagge. Unico neo, lâ€™ultimo pullman parte di solito verso le 17.30 e non consente di godersi il tramonto sulla spiaggia, momento sicuramente magico.Â  Per questo lâ€™ultimo giorno nellâ€™isola abbiamo deciso di noleggiare una macchina per poter visitare al meglio lâ€™isola e goderci fino allâ€™ultima ora della giornata.<br />
Come prima tappa abbiamo visitato la Riserva naturaleÂ  della VallÃ©e de Mai: unâ€™incredibile fittissima foresta dove si puÃ² ammirare il Coco de Mer simbolo delle Seychelles.</p>
<p><em>Quando eravamo nella jungla e stavamo parlando con le radioline ad un certo punto abbiamo sbagliato strada. Nella jungla câ€™erano degli uccelli,Â  abbiamo scoperto che per sapere quanti anni hanno le palme bisogna contare le righe sul tronco ma ne avevano cosÃ¬ tante che non siamo riusciti a contarle tutte. E poi câ€™era un cocco a forma di culetto :)<br />
Dopo aver visto la jungla sono andata allâ€™inizio del percorso e abbiamo visto un diario dove bisognava scrivere tutti i commenti e io ho scritto â€œquesto parco Ã¨ strabello! â€œ</em></p>
<p><a title="IMG_7634" href="https://www.flickr.com/photos/mondovisione/40945162851/in/album-72157664917434577/" data-flickr-embed="true"><img alt="IMG_7634" src="https://farm1.staticflickr.com/794/40945162851_400c412643_b.jpg" width="768" height="1024" /></a></p>
<p>E per goderci il migliore tramonto dellâ€™isola abbiamo raggiunto la spiaggia di Anse Georgette situata allâ€™interno di un resort di lusso, ma per fortuna accessibile anche a noi umili viaggiatori.Â  Forse una delle spiagge piÃ¹ belle dei nostri viaggi.</p>
<p><em>Siamo andati in una spiaggia dove siamo passati attraverso un campo da golf, abbiamo visto il tramonto, fatto lâ€™aperitivo, prima abbiamo fatto il bagno poi abbiamo fatto una buca grandissima nella sabbia.</em></p>
<p>Sbarcati a La Digue abbiamo capito subito essere unâ€™isola piÃ¹ a nostra dimensione. Grande circa 5km e percorribile principalmente solo in bicicletta, anche se negli ultimi anni purtroppo stanno spuntando pulmini elettrici e qualche taxi per i turisti piÃ¹ pigri :(<br />
Noi abbiamo subito noleggiato tre bici e abbiamo apprezzato il poter pedalare in autonomia da una parte allâ€™altra dellâ€™isola, su e giÃ¹ per spiagge e foreste.</p>
<p><em>Ogni mattina mangiavamo pane e burro, poi un giorno siamo andati con le biciclette in una spiaggia. Câ€™erano tante onde, poi siamo andati in una spiaggetta passando dalla jungla e ci siamo fermati a mangiare le bananine. E quando siamo tornati Ã¨ incominciato a piovere, prima a piovigginare poi a piovere sempre di piÃ¹ , ci siamo fermati sotto una palma e per non bagnarciÂ  ci siamo messi un asciugamano sopra di noi, ma non ha funzionato lâ€™acqua passava comunque.</em></p>
<p>Abbiamo fatto unâ€™escursione di un giorno alle isole vicine, Grande Soeur e Little Soeur.Â  Anche nelle escursioni si riesce a risparmiare qualcosina pagando il solo transfer e evitando le grigliate di pesce incluse nel pacchetto standard che ti viene offerto al molo.Â  E noi abbiamo anche usufruito del servizio &#8220;babysitting&#8221; a bordo della barchetta quando i bimbi non avevano voglia di rituffarsi a vedere i pesci il gentilissimo equipaggio li intratteneva mostrandogli i libri sugli animali del mare e noi ci siamo goduti le nuotate con le tartarughe marine.<br />
Una di queste isole Ã¨ affittata per 100 anni ad una coppia svizzera, ma pagando una piccola tassa di ingresso la si puÃ² visitare e ammirare la bellissima spiaggia deserta di sabbia bianca finissima non ustionante e lambita da acque turchesi mentre Pietro andava a caccia dei tesori lasciati dai Pirati.</p>
<p><em>Pietro: Un signore sulla barca ha detto che non câ€™era un tesoro, invece noi abbiamo trovato un doblone rotondo sulla spiaggia!</em></p>
<p><a title="IMG_8069" href="https://www.flickr.com/photos/mondovisione/26072755887/in/album-72157664917434577/" data-flickr-embed="true"><img alt="IMG_8069" src="https://farm1.staticflickr.com/797/26072755887_dac30c42bb_b.jpg" width="1024" height="768" /></a></p>
<p>Rimarranno nei nostri ricordi le lunghe pedalate per le strade di La Digue, l&#8217;incredibile varietÃ  di pesci dai mille colori, le tartarughe piÃ¹ grandi di Alice e Pietro,Â  il bianco abbagliante della sabbia, le enormi rocce levigateÂ  e perfette per salti e arrampicate a far da contorno alle spiagge,Â Â i pipistrelli giganti che ti sorvolano al tramonto, il verde della foresta e il turchese del mare.<br />
Alice e Pietro hanno imparato a perlustrare le spiagge e le foreste da soli con le loro radioline,Â  a fare snorkelling come in un acquario e toccare i pesciolini con le mani, Alice a pedalare instancabile su ogni pendenza e leggersi i primi libri,Â  Pietro a nuotare senza braccioli nell&#8217;acqua calda del mare,Â  a ordinarsi da bere in inglese, a prepararci la colazione al mattino :) , a dormire piede contro piede nel loro lettino,Â  a scattare le loro prime fotografie e a scrivere le loro prime righe in mondovisione!</p>
<p>Questo Ã¨ stato il nostro ultimo viaggio a quattro&#8230;.stay tuned per nuove avventure in cinque :)</p>
<p><em>PS:<br />
</em><em>Alice: Abbiamo scoperto quando siamo tornati che Pietro sapeva andare in bici senza rotelle e mamma ha detto â€œnon potevi dirlo prima che sapevi andare cosÃ¬ ti facevamo pedalare alle Seychellesâ€</em></p>
<p><a href="https://www.flickr.com/photos/mondovisione/albums/72157664917434577" target="_blank">Guarda la gallery su Flickr</a></p>
<div class="embed-container"><iframe src="https://www.flickr.com/photos/mondovisione/sets/72157664917434577/player/" height="240" width="320" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mondovisione.eu/2018/03/25/seychelles-tra-tartarughe-giga-e-pesci-dai-mille-colori/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>15671</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8230; di strade di sabbia, hawaianas e piccoli passi!</title>
		<link>http://www.mondovisione.eu/2017/04/16/di-strade-di-sabbia-hawaianas-e-piccoli-passi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=di-strade-di-sabbia-hawaianas-e-piccoli-passi</link>
		<comments>http://www.mondovisione.eu/2017/04/16/di-strade-di-sabbia-hawaianas-e-piccoli-passi/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 16 Apr 2017 15:02:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mondovisione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brasil]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mondovisione.eu/?p=850</guid>
		<description><![CDATA[E finalmente si torna in Sud America!Â Due settimana tra lo stato di Bahia e Rio de Janeiro. Due zaini, due bimbi, sandali ai piedi e si riparte! Atterriamo a Rio dove veniamo piacevolmente accolti da una temperatura serale sui 30 gradi. Manca uno zaino all&#8217;appello. Poco male, entriamo nel primo negozio di hawaianas (a Rio [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<a href='http://www.mondovisione.eu/2017/04/16/di-strade-di-sabbia-hawaianas-e-piccoli-passi/copia-di-img_20170326_142734/' title='copia-di-img_20170326_142734'><img width="150" height="150" src="http://www.mondovisione.eu/wp-content/uploads/2017/04/Copia-di-IMG_20170326_142734-e1492366013219-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="copia-di-img_20170326_142734" data-ngfb-wp-pid="864" /></a>
<a href='http://www.mondovisione.eu/2017/04/16/di-strade-di-sabbia-hawaianas-e-piccoli-passi/alice_lopes/' title='alice_lopes'><img width="150" height="150" src="http://www.mondovisione.eu/wp-content/uploads/2017/04/alice_lopes-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="alice_lopes" data-ngfb-wp-pid="877" /></a>

<p>E finalmente si torna in Sud America!Â Due settimana tra lo stato di <strong>Bahia</strong> e <strong>Rio de Janeiro</strong>.<br />
Due zaini, due bimbi, sandali ai piedi e si riparte!<br />
Atterriamo a Rio dove veniamo piacevolmente accolti da una temperatura serale sui 30 gradi. Manca uno zaino all&#8217;appello. Poco male, entriamo nel primo negozio di hawaianas (a Rio ci sono quasi piÃ¹ negozi di hawaianas che caipirinhe) per togliere le All Star ai piedi di Pablo, prendiamo le chiavi del nostro Airbnb e ci godiamo la prima birretta rinfrescante nel quartiere di Botafogo. La prima cerveza atterrati in un paese Ã¨ sempre il segnale d&#8217;inizio della vacanza&#8230;ci si lascia alle spalle lo stress del lavoro e ci si immerge in un altro mondo.<br />
Non abbiamo tempo di aspettare lo zaino in cittÃ , confidiamo che in qualche modo ci venga recapitato e il mattino dopo prendiamo un volo per Porto Seguro. Â Da lÃ¬ intercettiamo il primo minibus verso sud. I bimbi non pagano e viaggiano in braccio a noi, siamo abituati allo stretto. Sale un ragazzo brasiliano e Pablo commenta &#8220;questo sÃ¬ che Ã¨ un Paese! Dove si puÃ² tranquillamente salire sui pulman a torso nudo&#8221; &#8230;. &#8220;non dirlo a me&#8221;, penso io :) .<br />
<a title="IMG_9217" href="https://www.flickr.com/photos/mondovisione/33833113411/in/dateposted-public/" data-flickr-embed="true"><img alt="IMG_9217" src="https://c1.staticflickr.com/3/2834/33833113411_90179fa7e8_b.jpg" width="1024" height="768" /></a></p>
<p><script charset="utf-8" type="text/javascript" src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" async=""></script>Ci fermiamo una notte a <strong>Trancoso</strong>. Prima di partire ci eravamo documentati, presi da mille dubbi se sostare o no in questo semplice e pittoresco paesino da ormai qualche anno diventato meta di un turismo esclusivo. Pensiamo perÃ² che la bassa stagione possa aiutarci a immaginarlo come poteva essere quando ancora era solo un villaggio di casette colorate con al centro un campo da calcio e una chiesetta bianca al fondo, ora ribattezzato &#8220;quadrato&#8221;. Non ci pentiamo della scelta. Arriviamo a Trancoso in tempo per vedere la luna piena salire dal mare, il celebre quadrato Ã¨ a dir poco emozionante, nella sua Â bellezza ancora semplice e nei colori tipici delle casette che lo circondano. Alla sera scegliamo uno dei tanti ristoranti illuminati dai lumini appesi agli alberi, ci godiamo un concerto di bravi musicisti argentini e ci concediamo la prima moqueca di pesce. Â Eh si perchÃ¨ uno dei motivi per cui abbiamo scelto di tornare in Bahia Ã¨ anche la sua Â cucina cosÃ¬ diversa dalle altre regioni del paese. Una zuppa di pesce cotta in tipici contenitori di argilla nel latte di cocco: imperdibile! Trancoso ci rivela la sua anima &#8220;vip&#8221; nel conto piÃ¹ che Â salato della cena, ma nonostante la frequentazione di attori e star internazionali, forse per via della bassa stagione, ci sembra comunque un paesino dal fascino semplice e ammaliante. <a title="IMG_9340" href="https://www.flickr.com/photos/mondovisione/33578219430/in/dateposted-public/" data-flickr-embed="true"><img alt="IMG_9340" src="https://c1.staticflickr.com/3/2855/33578219430_a10b0fb21a_b.jpg" width="1024" height="768" /></a><script charset="utf-8" type="text/javascript" src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" async=""></script></p>
<p>Lo zaino non arriva, ma noi fremiamo per raggiungere una delle tappe piÃ¹ ambite del viaggio: <strong>Caraiva</strong>.<br />
Altre tre ore di strada sterrata verso sud, arriviamo ad un minuscolo molo. Da lÃ¬, in pochi minuti, ci traghettano con una canoa al di lÃ  del fiume. Benvenuti a Caraiva!<br />
Paesino magico, circondato da una sponda dalla calma del fiume e dall&#8217;altra dalle onde dell&#8217;Oceano. In mezzo solo strade di sabbia e alberi secolari. Nessun veicolo a motore puÃ² circolare, solo qualche carrozza trainata da asini. La corrente elettrica Ã¨ arrivata da pochi anni, salvando il paese dal rumore dei generatori comunque presenti per animare le serate di forrÃ². I bambini corrono scalzi per le strade, Â si ambientano in fretta e noi con loro.<br />
Abbiamo preso una casetta affacciata sul mare, la cui bellezza rimarrÃ  impressa nella nostra memoria per luuungo tempo. Una casa di legno con cucina e bagno all&#8217;aperto affacciati su un rigoglioso giardino di palme, una terrazza tutta per noi da cui ammirare le onde dell&#8217;oceano, la lunga spiaggia deserta e iniziare a divorare i libri che mi terranno compagnia per tutto il viaggio.<br />
Unica domanda che ci sorge spontanea Ã¨: come farÃ  il nostro zaino ad essere recapitato fin quaggiÃ¹? Il proprietario della nostra casa ci tranquillizza dicendoci che in qualche modo, alla maniera brasiliana, lo zaino avrebbe raggiunto il fiume e qualche barcaiolo avrebbe mandato da noi il corriere. E cosÃ¬ effettivamente Ã¨ successo dopo 5 giorni. Abbiamo quindi capito che potremmo tranquillamente viaggiare con un solo zaino :)<br />
I giorni trascorrono con ritmi rilassati, Â non ci stufiamo mai di camminare per queste strade sabbiose, i bambini scoprono e gustano l&#8217;acai, granita di frutto dell&#8217;amazzonia tipicamente servita con miele, banana e granola. Alla sera giocano con bimbi incontrati per strada, capendosi a gesti e sorrisi, osservano la lezione di Capoeira dei ragazzi del paese e noi ammiriamo il tramonto sorseggiando Caipirinha Â sulle sponde del fiume.<br />
Un villaggio di sola sabbia, per me, Ã¨ il Paradiso Terrestre!<br />
Unico enorme rimpianto non averlo scoperto dieci anni fa, quando viaggiavamo da queste parti ed era ancora un piccolo e economico villaggio sconosciuto al turismo. Ora ci raccontano che durante l&#8217;alta stagione del Carnevale si riempie di turisti e di feste ogni sera, facciamo fatica a crederlo visto che abbiamo la fortuna di goderne ancora il ritmo rilassato,le strade decisamente non affollate. Come puÃ² cambiare la prospettiva di un paesino a seconda dei mesi in cui lo si visita!</p>
<p><a title="IMG_20170315_105701" href="https://www.flickr.com/photos/mondovisione/33119634664/in/dateposted-public/" data-flickr-embed="true"><img alt="IMG_20170315_105701" src="https://c1.staticflickr.com/3/2878/33119634664_a2ef69c93f_b.jpg" width="1024" height="768" /></a></p>
<p>A fatica decidiamo di mantenere l&#8217;itinerario programmato e di non piazzarci per due settimane a Caraiva dove io, nonostante il mare ondoso, non faticherei a prendere la residenza.<br />
Ma Ã¨ ora di ritornare on the road. Canoa, pulman, 4 ore di sterrata, una notte ad Arraial d&#8217;Ajuda non distante dall&#8217;aereoporto e si ritorna a <strong>Rio</strong>!</p>
<p>E&#8217; sabato sera, questa volta decidiamo di dormire nel quartiere di <strong>Santa Teresa</strong> che avevamo amato nel nostro primo viaggio. Santa Teresa Ã¨ un quartiere diverso dagli altri, arrocato sulla collina, abbellito da case tipicamente coloniali. Ci accompagna nella nostra serata Andreas , il ragazzo che lavora nella nostra pousada.<br />
Ci fa cenare in un semplice e caratteristico ristorante, aggiornandoci sulle triste ereditÃ  economica delle Olimpiadi. In questa prima parte del viaggio ci eravamo resi conto di quanto fosse aumentato il costo della vita in Brasile, chiedendoci come fosse sostenibile per la maggior parte dei brasiliani. E infatti non lo Ã¨ :(<br />
Andreas ci racconta di dover fare tre lavori per potersi mantenere, di come molti scelgano la strada piÃ¹ semplice della criminalitÃ , soprattutto ora che la polizia non Ã¨ pagata da mesi e le strade sono terra di nessuno! Il Brasile non era pronto a cogliere l&#8217;opportunitÃ  che le Olimpiadi potevano dare, la corruzione, come prevedibile, ha avuto la meglio. Simbolo di questa caduta Ã¨ la chiusura da mesi del MaracanÃ , stadio simbolo di Rio, dove dieci anni fa avevamo visto il derby Botafogo-Flamengo, ora in triste stato di abbandono.<br />
Concludiamo il nostro sabato sera in un localino molto hipster di Santa Teresa, il Favela Hype.<br />
Attirati dalla musica rock &#8216;n roll suonata dal vivo, Pietro e Alice si fanno presto coinvolgere dalla band finendo per suonare Â l&#8217;armonica insieme a loro e riempiendo la pista di bellissime brasiliane, con il loro entusiasmo contagioso.</p>
<div class="embed-container"><iframe src="https://player.vimeo.com/video/213720764?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0" height="576" width="1024" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Rio Ã¨ solo una tappa di passaggio, il viaggio prosegue verso sud. Quattro ore di pullman, quattro ore di sonno per Pietrino che deve riprendersi dal live della sera prima. Arriviamo nella cittÃ  coloniale di <strong>Paraty</strong>, piccolo gioiello Unesco. Ci accoglie un cielo grigio e carico di pioggia, ma non ci facciamo scoraggiare troppo. Riusciamo comunque a gironzolare per le vie acciottolate del paese prima che vengano allagate completamente dal temporale. Andiamo a dormire speranzosi nel ritorno del sole per poter raggiungere la prossima meta.<br />
Il meteo Ã¨ dalla nostra parte, per fortuna, saliamo sull&#8217;ennesimo pullman e ci rendiamo presto conto, dalle condizioni della strada, che non avremmo mai raggiunto la prossima tappa se il sole non avesse asciugato lo sterrato.<br />
Un&#8217;ora scarsa e arriviamo alla spiaggia di Paraty Mirim, siamo molto emozionati, questa volta, nonostante il poco tempo a disposizione, vogliamo provare a raggiungere una meta insolita, se ancora ne esistono : ). C&#8217;Ã¨ un piccolo molo da dove iniziamo ad ammirare il paesaggio in attesa che spunti qualche barchetta disposta a portarci all&#8217;interno del fiordo di<strong> Saco de MamanguÃ </strong>. Â Coi bimbi giochiamo ai pirati in attesa della loro barca per la conquista del tesoro di MamanguÃ  :)<br />
Un motoscafo ci molla a metÃ  del fiordo. Â Abbiamo trovato un ostello affacciato sulle calme acque del mare, circondato da jungla e sentieri, l&#8217;atmosfera Ã¨ cosÃ¬ pacifica che i bimbi la colgono al volo correndo subito nelle loro ormai solitarie esplorazioni della zona.Â Ci ambientiamo e prendiamo una canoa per ammirare il fiordo pagaiando nelle sue tranquille acque.</p>
<div class="embed-container"><iframe src="https://player.vimeo.com/video/213721466?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0" height="576" width="1024" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></div>
<p>Trascorriamo due giorni felici, increduli di aver scoperto un posto ancora cosÃ¬ poco pubblicizzato, ma dal fascino unico. La sera i bimbi si divertono aiutandoci a fare un falÃ² sulla spiaggia e noi sorseggiamo cachaca cercando stelle cadenti. Â Il secondo giorno esploriamo l&#8217;interno azzardando un trekking di un&#8217;oretta nella jungla. Procediamo a piccoli passi, seguendo il ritmo di Pietro. Ci guardiamo raggianti nel vederli finalmente cammminare Â e sogniamo giÃ  futuri viaggi e camminate nella natura. Continuo a soprendermi della loro adattabilitÃ  ai viaggi, non si sono mai lamentati di tutti i mezzi di trasporto che hanno preso, hanno camminato come mai a Torino osano fare. Hanno giocato e giocato insieme in completa autonomia, certo stuzzicandosi a volte come tutti i fratelli, ma facendosi anche tanto coraggio a vicenda nelle loro esplorazioni e fantasiose avventure.<br />
L&#8217;ultima sera sul fiordo veniamo invitati a cena da un simpatico e socievolissimo signore brasiliano che abita in una splendida casa di vetro e legno con un terrazzino a strapiombo sul fiordo. Ci sembra una buona occasione per sentire qualche racconto sulla zona da chi l&#8217;ha scoperta prima di noi. Conosciamo cosÃ¬ una signora che abita lÃ¬ da ormai 30 anni ed Ã¨ la padrona di una manciata di splendide case affacciate sul fiordo. Scopriamo dai suoi racconti che il Club Med aveva provato ad acquistare 20 anni fa dei terreni in quella zona, ma per fortuna la proprietaria non li avevi voluti cedere. E cosÃ¬ il fiordo ha mantenuto il suo fascino selvaggio e rilassato. Â Un posto che speriamo rimanga invariato ancora per molti anni, anche se i ricchi di San Paolo stanno iniziando a costruirsi le loro residenze estive.<br />
Sono tutti molto curiosi di sapere come siamo venuti a conoscenza di questa zona, raccontiamo che Ã¨ stata una piacevole casualitÃ  nell&#8217;aver visto su Facebook, proprio poco prima di partire, una foto di uno shooting Lavazza che ritraeva proprio una canoa sul Saco de MamanguÃ . La foto ci ha incuriositi e cosÃ¬ eccoci qui, nella loro casetta, a gustare un&#8217;ottima cena brasiliana, con tanti racconti e una stellata indimenticabile a far da cornice.</p>
<p>Come ultima tappa insisisto per voler tornare a<strong> Ilha Grande</strong>. Voglia di mare calmo, baie e nuotate coi bimbi. Â Dieci anni fa era segnalata sulla Lonely Planet come tappa &#8220;off the beaten track&#8221;. Al nostro arrivo invece la vista dell&#8217;isola Ã¨ oscurata da una nave di MSC Crociere :(<br />
Per fortuna abbiamo prenotato un bungalow in una minuscola spiaggia lontano da tutti. Ilha Grande Ã¨ ancora bellissima! Senza macchine, rigogliosa, mi ricordavo l&#8217;acqua color smeraldo e i sentieri nella foresta per passare da una spiaggia all&#8217;altra.<br />
Primi Â snorkelling con Alice, mi godo i momenti a due, in silenzio, con maschera e boccaglio, l&#8217;emozione per ogni singolo pesciolino. Â Mi sveglio al mattino presto per aver la spiaggia tutta per me, rintanarmi nelle mie letture in attesa del loro risveglio. Camminiamo nuovamente nella jungla, un&#8217;ora di camminata, un&#8217;ora di chiacchiere ininterrotte prive di senso di Pietro. Neanche le salite lo lasciano senza fiato! Arriviamo alla spiaggia Lopes Mendez, maestosa, gigantesca. Giochiamo alle Mini Olimpiadi, ci immergiamo nella morbida sabbia infarinandoci dalla testa ai piedi, ruotiamo sulla spiaggia.</p>
<p><a title="IMG_9898" href="https://www.flickr.com/photos/mondovisione/33805635562/in/dateposted-public/" data-flickr-embed="true"><img alt="IMG_9898" src="https://c1.staticflickr.com/4/3829/33805635562_933e656765_b.jpg" width="1024" height="768" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Brasile mi rimane ancora nel cuore, so per certo che ci tornerÃ² e tornerÃ². Viaggiare coi bimbi per certi aspetti Ã¨ piÃ¹ semplice, non c&#8217;Ã¨ stato negozietto dove non abbiano omaggiato loro di qualcosa e son stati coccolati da tutti. A chi ci chiede di continuo se fosse sicuro dico solo che in alcuni posti non abbiamo dovuto neanche chiudere la porta di casa. Non abbiamo mai percepito sensazioni di pericolo. Â A Rio, come in tutte le grandi cittÃ  bisogna prestare attenzione e non dare nell&#8217;occhio, ma per visitarla altro non serve che una canotta, dei pantaloncini e un paio di hawaianas.<br />
E Rio, l&#8217;ultima sera, ci ha regalato uno dei ricordi piÃ¹ belli del viaggio: il tramonto con la vista dal Pan di Zucchero. E io non ho dubbi,per quel che ho visto finora nel mio piccolo, che, vista dall&#8217;alto, Â sia la cittÃ  piÃ¹ incredibile del mondo!</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="embed-container"><iframe src="https://www.flickr.com/photos/mondovisione/sets/72157682450303795/player/" height="240" width="320" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mondovisione.eu/2017/04/16/di-strade-di-sabbia-hawaianas-e-piccoli-passi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>15169</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il lato caraibico del Nicaragua</title>
		<link>http://www.mondovisione.eu/2016/03/16/il-lato-caraibico-del-nicaragua/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-lato-caraibico-del-nicaragua</link>
		<comments>http://www.mondovisione.eu/2016/03/16/il-lato-caraibico-del-nicaragua/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Mar 2016 21:49:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mondovisione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nicaragua]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mondovisione.eu/?p=803</guid>
		<description><![CDATA[Son passati dieci anni dalla nascita di questo blog, dieci anni dal nostro giro del mondo in quindici mesi. A volte mi chiedo il senso del mantenerlo vivo, ma poi trovo le mie motivazioni. Mantenere qui i nostri ricordi di viaggio, incontrare grazie a mondovisione altri viaggiatori come noi per potersi confrontare e stimolare altre [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<a href='http://www.mondovisione.eu/2016/03/16/il-lato-caraibico-del-nicaragua/2016-02-22-15-36-36-3/' title='2016-02-22 15.36.36'><img width="150" height="150" src="http://www.mondovisione.eu/wp-content/uploads/2016/03/2016-02-22-15.36.361-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2016-02-22 15.36.36" data-ngfb-wp-pid="835" /></a>
<a href='http://www.mondovisione.eu/2016/03/16/il-lato-caraibico-del-nicaragua/2016-02-22-12-55-04-2/' title='2016-02-22 12.55.04'><img width="150" height="150" src="http://www.mondovisione.eu/wp-content/uploads/2016/03/2016-02-22-12.55.04-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2016-02-22 12.55.04" data-ngfb-wp-pid="839" /></a>
<a href='http://www.mondovisione.eu/2016/03/16/il-lato-caraibico-del-nicaragua/2016-02-18-11-31-38-1-2/' title='2016-02-18 11.31.38-1'><img width="150" height="150" src="http://www.mondovisione.eu/wp-content/uploads/2016/03/2016-02-18-11.31.38-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2016-02-18 11.31.38-1" data-ngfb-wp-pid="837" /></a>
<a href='http://www.mondovisione.eu/2016/03/16/il-lato-caraibico-del-nicaragua/2016-02-13-16-48-56/' title='2016-02-13 16.48.56'><img width="150" height="150" src="http://www.mondovisione.eu/wp-content/uploads/2016/03/2016-02-13-16.48.56-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2016-02-13 16.48.56" data-ngfb-wp-pid="840" /></a>

<p>Son passati dieci anni dalla nascita di questo blog, dieci anni dal nostro giro del mondo in quindici mesi.<br />
A volte mi chiedo il senso del mantenerlo vivo, ma poi trovo le mie motivazioni. Mantenere qui i nostri ricordi di viaggio, incontrare grazie a mondovisione altri viaggiatori come noi per potersi confrontare e stimolare altre famiglie a mettersi in viaggio perchÃ© â€œse non ci provi non lo saprai maiâ€.</p>
<p>Questâ€™anno ci mancava il<strong> Latino America</strong>, avevamo voglia di tornare con i bimbi in uno dei paesi piÃ¹ amati del nostro round the world: il <strong>Nicaragua</strong>!<br />
Il fatto che molti ci abbiano chiesto â€œma perchÃ© il Nicaraguaâ€ , â€œdove si trova esattamenteâ€ Ã¨ uno dei motivi per cui noi ci siamo tornati :) Un paese sicuramente in cambiamento, ma ancora, in alcune zone, non attaccato dal turismo di massa.</p>
<p>La prima domanda che ci chiedono tutti ora Ã¨ come si sono comportati i bimbi in viaggio, chi guardandoci come alieni, chi bramoso di prendere ispirazione.Â Il volo Ã¨ stato molto lungo, un totale di 18/20 ore di viaggio con scali. I bimbi son stati bravissimi. Ormai le etÃ  piÃ¹ difficili sono superate, a 4 e 2 anni si intrattengono con i cartoni, disegnano, mangiano, dormono, corrono negli scali per sfogarsi un poâ€™, e ripartono senza problemi.</p>
<p>Arriviamo a Managua alla sera e giÃ  ripartiamo il mattino dopo con un altro volo. Abbiamo deciso di dedicarci alla parte caraibica del Nicaragua che non avevamo visitato nel nostro round the world per motivi di budget.<br />
Con unâ€™altra ora di viaggio raggiungiamo le <strong>Corn Islands</strong>. Atterriamo su Big Corn e prendiamo subito una<em> panga</em> (motoscafo di legno) per raggiungere <strong>Little Corn</strong>, lâ€™Isoletta come la chiamano da queste parti.<br />
Saliti sulla barca scopriamo che la nostra Ã¨ una delle prime imbarcazioni a partire da una settimana a quella parte. Un mese fa câ€™eâ€™ stato un grosso incidente, una barca si Ã¨ ribaltata causando la morte di tredici cittadini del Costa Rica e da allora i controlli sono molto rigidi e le imbarcazioni partono solo se le condizioni climatiche sono favorevoli.<br />
E nonostante il clima fosse dalla nostra parte, il viaggio, per fortuna breve, Ã¨ comunque parecchio burrascoso.Â  La barca Ã¨ piccola, le onde sono alte e tutte contro di noi, con una mano ci teniamo saldi alla panchetta di legno e con lâ€™altra sorreggiamo Alice che urla di gioia e Pietro che si aggrappa a me come un koala. Arriviamo fradici e distrutti con Alice che chiede felice â€œquando possiamo rifare il viaggio!â€.</p>
<p><strong>Little Corn</strong> Ã¨ unâ€™isola priva di macchine, la si attraversa tutta con camminate di 30/40 minuti passando per sentieri in mezzo alla jungla. Noi dormiamo in dei semplici bungalow di legno colorati affacciati sul mare, posizione meravigliosa. La nostra zona Ã¨ molto ventosa e il mare mosso, pertanto ogni mattina ci mettiamo in moto e attraversiamo la giungla per raggiungere altre zone dellâ€™isola un poâ€™ piÃ¹ riparate.<br />
Febbraio Ã¨ lâ€™inizio della stagione secca, ma ancora ci sono temporali caraibici e il vento rende il mare piuttosto mosso, probabilmente a marzo ci si riesce a godere maggiormente le spiagge e la barriera corallina per gli appassionati di snorkelling.<br />
Ci rimangono impresse le lunge camminate per questi sentieri pianeggianti che ti conducono da una parte allâ€™altra dellâ€™isoletta regalando scenari bellissimi e selvaggi quando di colpo il sentiero si apre davanti ad una radura creata per un campo da baseball o quando il terreno diventa erboso e morbido come un manto di muschio affacciato sul mare.<br />
Non essendo il posto piÃ¹ adatto per fare nuotare Alice e Pietro e avendo giÃ  preteso molto da Alice insegnandole finalmente a camminare per qualche chilometro, decidiamo dopo tre giorni di ripartire e andare a cercare una spiaggia piÃ¹ adatta a loro sullâ€™isola grande.</p>
<p><strong>Big Corn</strong> Ã¨ comunque unâ€™isola molto piccola, la si attraversa in venti minuti di macchina, troviamo una spiaggia lunga abbastanza riparata e ci fermiamo un paio di giorni e i bambini iniziano ad ambientarsi giocando in un parco giochi sulla spiaggia, dando da mangiare a delle tartarughine Â e mangiando Gallo Pinto la tipica colazione locale a base di riso e fagioli. Mentre noi iniziamo la nostra dieta caraibica a base di pesce, gamberetti, aragoste e birra ToÃ±a :)</p>
<p>Come tutta la costa Caraibica del Centro America la lingua predominante non Ã¨ lo spagnolo, ma il Creolo, un inglese &#8220;jamaicano&#8221; di difficile comprensione e la musica ricorrente, con nostro grande piacere, Ã¨ il reggae pompato ad altissimo volume da qualsiasi abitazione. Abbiamo visto catapecchie di lamiera dove perÃ² non mancava mai una cassa degna di questo nome che diffondeva musica ad altissimo volume ovviamente rivolta verso l&#8217;esterno in palese gara con quella sparata dalle casse del vicino di casa. Â Una confusione sonora notevole a suon di reggae!</p>
<p>Le persone sono un mix di razze talvolta di una bellezza veramente unica. Molte donne mi chiedono di poter tenere Pietrino con loro (colpite dal ricciolino biondo) io mi sarei rapita la metÃ  dei loro bellissimi bambini!</p>
<p>Le isole sono isolate e parecchio care, nonostante siano aree povere con un turismo ancora non da grande resort, per fortuna in tutta la costa il pesce non manca e la gente non muore di fame. Abbiamo visto canoe piene di gamberi e aragoste :)</p>
<p>Inizia a piacerci questo primo viaggio un poâ€™ itinerante con i bambini e decidiamo di provare a raggiungere la nostra meta piÃ¹ ambita: i <strong>Cayos Perlas</strong>.<br />
Prima di partire avevamo letto sulla nostra guida di queste minuscole isole sperdute non lontano da Little Corn raggiungibili o con due ore di barca in mare aperto (opzione scartata per evidenti motivi di sicurezza e mal di mare :)) oppure risalendo la costa con una <em>panga</em> attraversando una tranquilla e riparata laguna.</p>
<p>Prendiamo quindi un breve volo di 15 minuti che da Big Corn ci riporta sulla costa. Arrivati in aeroporto ci stupiamo quando al check in, una volta imbarcati i bagagli, chiedono a tutti e quattro di salire sulla bilancia per controllare il nostro peso.<br />
Siamo preoccupati che non ci lascino imbarcare Pietrino! Una volta che avvistiamo lâ€™aereo capiamo il perchÃ© di questi controlli: il velivolo ha un massimo di dieci posti! Io salgo e nel dubbio ingoio subito una pasticca antinausea, il viaggio invece, Â in compagnia dei piloti che siedono davanti a noi, si rivela tranquillissimo e ci regala una visione magnifica dallâ€™alto dell&#8217;isola e dei colori del mare carabico.</p>
<p>La nostra guida parlava di un remoto villaggio, <strong>Laguna de Perlas,</strong>Â dove al massimo avremmo incontrato una decina di turisti al giorno. Â Mi sembrava impensabile, leggendo una frase del genere su una guida cosÃ¬ mainstream, che il villaggio e i Cayos non fossero giÃ  stati invasi da masse di turisti, ma decidiamo comunque che poteva valer la pena visitare una zona cosÃ¬ diversa del paese.Â Non rimaniamo delusi! Laguna de Perlas Ã¨ un villaggetto caraibico affacciato su una laguna marrone. Non câ€™eâ€™ nulla, nessun turista, pochissime macchine, centinaia di bambini che giocano per strada e noi ci ambientiamo benissimo!<br />
Da questo villaggio partono le escursioni per raggiungere con qualche barca di pescatori i Cayos Perlas. Capiamo perÃ² che Ã¨ meglio esser sicuri di aver il clima migliore prima di imbarcarci in questa avventura e restiamo quindi qualche giorno nel villaggio in attesa che cali il vento.</p>
<p>Il primo giorno facciamo unâ€™escursione in <em>panga</em> per visitare i villaggi delle popolazioni che abitano lungo la laguna. Il viaggio Ã¨ parecchio burrascoso anche se allâ€™interno della laguna, ci rendiamo conto di quanto piccole siano queste imbarcazioni e ripariamo i bambiniÂ  dalle onde con un telo di plastica nera sulla testa, loro come sempre non fanno una piega, anzi Pietro riesce pure ad addormentarsi :)</p>
<p>I villaggi sono molto affascinanti, poverissimi, ma coloratissimi con casette di legno dai colori sgargianti tipici di questa costa: fucsia, blu petrolio,verde, viola! Casette povere ma con dei bellissimi prati e i cavalli che corrono liberi circondati dal solito stuolo di bambini e dalla biancheria stesa ovunque perennemente a decorare le nostre fotografie.</p>
<p>Sostare qualche giorno a Laguna de Perlas Ã¨ stato una delle esperienze piÃ¹ belle del viaggio. Anche se non câ€™era nessun attrazione turistica particolare, i bambini in pochi giorni si sono ambientati giocando felici, chiacchierando con il pappagallo della nostra guest house e, nonostante le difficoltÃ  linguistiche, con iÂ  bimbi del villaggio.<br />
Un pomeriggio oziamo guardando la partita di baseball locale (per la cronaca durata dalle 15.00 alle 22.00 a causa di un temporale che ha allagato il campo, successivamente asciugato a mano da un povero volontario munito di straccio), un altro giorno visitiamo un poverissimo villaggio vicino e ammiriamo Pietro e Alice e la loro capacitÃ  di giocare con qualsiasi bambino e di diventare neri dalla testa ai piedi in pochissimo tempo :)</p>
<p>E finalmente arriva il giorno della partenza verso i <strong>Cayos</strong>. Lâ€™escursione Ã¨ parecchio cara per via del costo della benzina, ma per fortuna riusciamo a trovare altri tre turisti disposti a dividere il costo con noi e anche loro intenzionati a trascorrere almeno una notte sullâ€™isola.<br />
La storia dei Cayos Ã¨ quantomeno affascinante e bizzarra. Una decina di anni fa un &#8220;affarista&#8221; di origine greche con la complicitÃ  di un avvocato locale acquista cinque isole ad un prezzo ridicolo e le rimette in vendita su internet a prezzi decisametne maggiorati. Le isole vengono quindi acquistate da un neozelandese, da una signora inglese e da altri imprenditori che iniziano a costruire delle abitazioni.</p>

<p>A quel punto la comunitÃ  locale si accorge di quello che sta succedendo alle loro isole e rivendica la proprietÃ  riuscendo ad impedire ulteriori costruzioni.</p>
<p>Al momento la situazione ancora non Ã¨ chiara, e qualche isola si puÃ² trovare in vendita in rete al prezzo di 500.000 dollari â€¦ma noi ci godiamo la possibilitÃ  di poterne visitare una e, con la complicitÃ  del custode dellâ€™isola che vive lÃ¬ con la sua famiglia e del pescatore che ci accompagna, di dormire una notte in delle semplici capanne che meriterebbero una sistemata, ma che per noi vanno piÃ¹ che bene.</p>
<p>I Cayos sono incredibili, superata la laguna lâ€™acqua allâ€™improvviso diventa turchese e allâ€™orizzonte spuntano dei minuscoli atolli con al centro una massa di palme circondate da spiagge di sabbia bianca.</p>
<p>La nostra isola Ã¨ minuscola, la si attraversa in trenta secondi da parte a parte: Ã¨ perfetta! Raccogliamo conchiglie e coralli, ci arrampichiamo sulle palme, oziamo al sole, facciamo un falÃ² la notte al chiaro della luna piena, dormiamo cullati dal rumore del mare sotto la nostra finestra, felici di esser riusciti a raggiungere un posto che non sappiamo per quanto tempo sarÃ  ancora cosÃ¬ accessibile per noi.</p>
<p>Gli ultimi giorni salutiamo la costa caraibica e decidiamo di raggiungere Managua via terra affrontando dodici ore di viaggio sui locali chicken bus, i vecchi scuolabus americani splendidamente decorati.<br />
Durante il viaggio capiamo il perchÃ© Laguna de Perlas sia ancora un villaggio cosÃ¬ poco turistico, durante le prime cinque ore di strada attraversiamo solo campi di banane e olio di palma, nessun segno di centri abitati.<br />
Nuovamente ci stupiamo della resistenza dei bimbi. Dodici ore di viaggio passano in tranquillitÃ  tra un pisolino, una sosta per il pranzo, i giochi con altre bimbe sul bus, mentre in cittÃ  i capricci per noia sono molto frequenti, qui si adattano ad un ritmo piÃ¹ rilassato, si adeguano a non aver cartoni e mille giochi a disposizione e si godono lâ€™avventura in ogni spostamento.</p>
<p>Gli ultimi giorni prima di partire ritorniamo nella bellissima Granada visitata anni fa. Una cittÃ  coloniale splendidamente tenuta, ritorniamo con gioia a parlare principalmente spagnolo, ci concediamo un alberghetto con piscina per ringraziare i bimbi della loro pazienza e rinfrescarci dalla calura cittadina, facciamo il giro della cittÃ  in carrozza e visitiamo il mercato centrale. Un tuffo in mille ricordi di mercati e spese fatte per cucinare le nostre cene quando eravamo giovani e in due :)</p>
<p>Il bilancio finale Ã¨ molto positivo. Non abbiamo trovato come gli altri anni in Thailandia un mare molto adatto ai bimbi e per questo ci siamo mossi maggiormente. Siamo stati felici di capire che gli spostamenti sono fattibilissimi, lâ€™importante Ã¨ viaggiare con un bagaglio il piÃ¹ leggero possibile (noi avevamo uno zaino a testa Â leggero e un marsupio per Pietro, ma nessun passeggino) e lasciare il tempo ai bambini e a noi di ambientarsi senza aver troppa fretta.<br />
Siamo stati molto felici di tornare a viaggiare in un paese dove potevamo parlare spagnolo, lâ€™accoglienza Ã¨ stata sempre incredibile, un calore che ci mancava, ci son state persone che ci hanno accolto come una famiglia (Pietro ha trovato pure un signore che ha chiamato â€œnonnoâ€ per giorni).<br />
E ora sappiamo che possiamo pian piano iniziare a sognare altri piccoli viaggi itineranti, il Latino America Ã¨ grande e anche ritornare in posti giÃ  visti con Alice e Pietro Ã¨ come riviverli nuovamente da altre prospettive.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="embed-container"><iframe src="https://www.flickr.com/photos/mondovisione/sets/72157663656538984/player/" height="240" width="320" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mondovisione.eu/2016/03/16/il-lato-caraibico-del-nicaragua/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>13437</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un tuffo nel Mare delle Andamane</title>
		<link>http://www.mondovisione.eu/2015/03/24/un-tuffo-nel-mare-delle-andamane/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=un-tuffo-nel-mare-delle-andamane</link>
		<comments>http://www.mondovisione.eu/2015/03/24/un-tuffo-nel-mare-delle-andamane/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2015 21:37:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mondovisione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Thailand]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mondovisione.eu/?p=782</guid>
		<description><![CDATA[Finalmente Ã¨ giunta l&#8217;ora di viaggiare come si deve con qualche chilo di piÃ¹ sulle spalle e due piccoli viaggiatori al seguito. Destinazione ancora una volta: Thailandia! Complici delle ottime offerte delle compagnie aeree arabe che con 450/500 euro, fuori stagione, ti portano fino in Asia. Noi optiamo per la Oman Air. Pietro pare apprezzarne [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<a href='http://www.mondovisione.eu/2015/03/24/un-tuffo-nel-mare-delle-andamane/thai_schizzi/' title='thai_schizzi'><img width="150" height="150" src="http://www.mondovisione.eu/wp-content/uploads/2015/03/thai_schizzi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="thai_schizzi" data-ngfb-wp-pid="794" /></a>
<a href='http://www.mondovisione.eu/2015/03/24/un-tuffo-nel-mare-delle-andamane/thai_barca/' title='thai_barca'><img width="150" height="150" src="http://www.mondovisione.eu/wp-content/uploads/2015/03/thai_barca-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="thai_barca" data-ngfb-wp-pid="793" /></a>
<a href='http://www.mondovisione.eu/2015/03/24/un-tuffo-nel-mare-delle-andamane/thai_altalena/' title='thai_altalena'><img width="150" height="150" src="http://www.mondovisione.eu/wp-content/uploads/2015/03/thai_altalena-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="thai_altalena" data-ngfb-wp-pid="792" /></a>

<p>Finalmente Ã¨ giunta l&#8217;ora di viaggiare come si deve con qualche chilo di piÃ¹ sulle spalle e due piccoli viaggiatori al seguito. Destinazione ancora una volta: Thailandia!<br />
Complici delle ottime offerte delle compagnie aeree arabe che con 450/500 euro, fuori stagione, ti portano fino in Asia.<br />
Noi optiamo per la Oman Air. Pietro pare apprezzarne le hostess :), noi apprezziamo lo scalo a Muscat che vince il premio &#8220;aeroporto family friendly&#8221; offrendo ai passeggeri in transito comodissimi passeggini che ci aiutano non poco durante la nostra sosta. Alice osserva alcune donne coperte interamente da tuniche bianche e ci chiede come mai ci sono dei fantasmi (?!?!).<br />
Dopo dodici ore di volo arriviamo a Bangkok.<br />
Com&#8217;Ã¨ volare coi bambini ci chiedono tutti al nostro rientro? Alice, a tre anni e mezzo, ha superato la fase critica. Felicissima di volare, ma soprattutto di avere per la prima volta un televisore touch screen tutto per sÃ¨. Pietro, a 14 mesi, Ã¨ una gestione piÃ¹ complessa. Per fortuna le hostess se ne innamorano e ci aiutano coccolandoselo a turno. Fondamentale presentarsi al check in con largo anticipo e chiedere i posti con la culletta per il piccolo, per poter riposarsi almeno qualche ora e avere un po&#8217; di spazio per l&#8217;area gioco improvvisata ai nostri piedi.<br />
L&#8217;impatto con Bangkok, nonostante contiamo che Ã¨ ormai la quinta volta che passiamo di qui, Ã¨ sempre eufemisticamente &#8220;caloroso&#8221;.<br />
Trenta gradi che ti colpiscono appena usciti dall&#8217;aeroporto. Pietro la prima notte rischia di sciogliersi (anche se non ha perso neanche un etto!) unica soluzione scappare al mare il prima possibile!<br />
Non prima di aver re-incontrato grazie a Facebook, che ogni tanto serve a ritrovare degli amici reali, un compagno delle medie di Paolo trasferito qui con la famiglia da qualche anno. Vittorio Ã¨ un regista, dopo aver firmato importanti videoclip, ha preso atto del declino del mercato italiano e si Ã¨ buttato in una nuova avventura. E&#8217; felicissimo di lavorare in Asia, ha una famiglia splendida e ci ha fatto conoscere degli ottimi ristoranti Â incuriosendoci con i suoi racconti da Expat. Ci siamo dati appuntamento il prossimo anno per una serata su qualche roof top bar di Bangkok, esperienza che ancora ci manca. Ironia della sorte abbiamo scoperto di aver vissuto per anni a Torino come vicini di casa e invece Ã¨ molto piÃ¹ probabile che ci si riveda Â i prossimi anni nei nostri passaggi a Bangkok!</p>
<p>La nostra destinazione Ã¨ l&#8217;isola di Koh Kradan, nelle isole di Trang. Prendiamo un volo, un minivan e una barca &#8230; ma appena vediamo il colore dell&#8217;acqua pensiamo che ogni spostamento Ã¨ valso la pena!<br />
Koh Kradan Ã¨ un&#8217;isola dove non c&#8217;e&#8217; nulla, nessun villaggio, nessun abitante, solo sette resort (purtroppo la maggior parte parecchio cari!), due spiagge e una foresta in mezzo.<br />
Noi abbiamo solo bisogno di un bungalow vista mare, qualche bambino con cui socializzare, dei ristoranti dove scassarci di Pad-Thai (noodle thailandesi), qualche buon libro, la birra fresca, l&#8217;acqua calda in cui potersi tuffare ad ogni ora del giorno e una barriera corallina a 200 mt di distanza per nuotare in compagnia di milioni di pesciolini. Ci aggiungiamo anche due djset improvvisati con la mia musica sulla spiaggia per ravvivare qualche serata!<br />
Incontriamo altri viaggiatori, famiglie che trascorrono qualche mese in giro per le isole e raccogliamo informazioni preziose per viaggi futuri. Ci facciamo allettare dall&#8217;idea di spostarci in un&#8217;altra isola.</p>
<p>A sole due ore di barca dista Koh Lipe, al confine con la Malesia. Qualche anno fa se ne parlava come la nuova &#8220;Phi Phi Island&#8221;, era la nuova isola paradisiaca da esplorare. Purtroppo sappiamo che il turismo di massa Ã¨ giÃ  arrivato anche lÃ¬, ma tutti ci dicono che Ã¨ comunque un turismo rilassato e che l&#8217;isola merita effettivamente una visita. Visto che sicuramente non puÃ² che cambiare sempre di piÃ¹ e in peggio e visto che non dista molto, decidiamo di andarla a visitare.<br />
Non rimaniamo delusi. Intravediamo come poteva essere l&#8217;isola solo qualche anno fa, ma ci facciamo comunque ammaliare dal suo mare dai colori verdi/blu e dalla sabbia bianca e morbida, con cui i bambini si infarinano in continuazione. L&#8217;isola Ã¨ sfruttata, troppe troppe barche, ma troviamo comunque il nostro angolo di mare incantevole e deserto e ci godiamo la spiaggia con i suoi ristorantini dove mangiare alla sera con i piedi nella sabbia, sorseggiare Chang e Singha, mentre i bimbi giocano in attesa della cena.<br />
Incontriamo parecchi pensionati italiani che decidono di svernare da anni da queste parti e sogniamo un giorno di seguire le loro orme. Notiamo anche come siano aumentati, rispetto ai nostri viaggi precedenti, Â i ristorantini italiani, troppa gente in fuga in cerca di uno stile di vita migliore.</p>
<p>Abbiamo imparato negli anni a rallentare sempre di piÃ¹ i nostri ritmi di viaggio, a non avere la frenesia di mettere bandierine su mille posti diversi, ma a goderci l&#8217;atmosfera lenta un posto alla volta, un viaggio alla volta. Con due bimbi al seguito rallentiamo ancora di piÃ¹, tutti e quattro necessitiamo di piÃ¹ tempo per adattarci ai luoghi, rilassarci noi, ambientarsi loro, divertirci tutti :).<br />
La Thailandia si conferma sempre una scelta adattissima coi bimbi al seguito. Un paese facile da girare, con tantissimi mezzi di trasporto per qualsiasi destinazione a qualsiasi ora, con ottimo cibo e con Â i thailandesi che ti aiutano di continuo giocando felici con i nostri figli. Certo non Ã¨ la meta piÃ¹ esotica da esplorare, ma viaggiare con Alice e Pietro Ã¨ giÃ  di per sÃ¨ un&#8217;avventura e noi, ora, non abbiamo bisogno d&#8217;altro. Fargli scoprire nuovi mezzi di trasporto, camminare in mezzo ai mercati enormi di Bangkok, mangiare spiedini (spigolini come li chiama Alice) alle bancarelle, vivere nudi sulla spiaggia, giocare con bimbi di qualsiasi nazionalitÃ , iniziare a mettergli un piccolo zainetto sulle spalle Ã¨ sufficiente a renderci felici!<br />
Ci rendiamo conto che non dobbiamo avere fretta, ad ogni etÃ  corrisponderÃ  il giusto viaggio, adesso per loro Ã¨ importante passare del tempo con noi e viceversa, non sono ancora pronti a mille spostamenti e luoghi di cui non ricorderebbero molto. Gli rimarranno impresse delle sensazioni, e per noi Ã¨ stato bellissimo vederli unirsi in questa vacanza, Â insabbiarsi insieme di giorno e rincorrersi la sera nel bungalow per poi crollare vicini sul loro letto improvvisato con un materasso a terra.<br />
Son state solo due settimane, ma intense. I bambini ti riempiono la vacanza, non esistono tempi morti e per una volta il tempo non Ã¨ volato, ma si Ã¨ dilatato in emozioni quadruplicate. Â Siamo tornati negretti, in qualche modo riposati e con la testa piena di sogni pronti a decollare!</p>
<div class="embed-container"><iframe src="https://www.flickr.com/photos/mondovisione/sets/72157651066838237/player/" height="240" width="320" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mondovisione.eu/2015/03/24/un-tuffo-nel-mare-delle-andamane/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>536</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Passaggio di testimone</title>
		<link>http://www.mondovisione.eu/2015/02/15/passaggio-di-testimone/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=passaggio-di-testimone</link>
		<comments>http://www.mondovisione.eu/2015/02/15/passaggio-di-testimone/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 15 Feb 2015 11:09:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mondovisione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mondovisione.eu/?p=775</guid>
		<description><![CDATA[Correva l&#8217;anno 2007 quando io e Pablo con un sorriso stampato sul viso Â salutavamo tutti e ci preparavamo a partire per il nostro Giro del Mondo. Mi ricordo ancora l&#8217;adrenalina dei preparativi, le ultime serate torinesi in cui giÃ  ci sentivamo distanti anni luce dai soliti locali, le solite uscite, le solite chiacchiere. Oggi con [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Correva l&#8217;anno 2007 quando io e Pablo con un sorriso stampato sul viso Â salutavamo tutti e ci preparavamo a partire per il nostro Giro del Mondo. Mi ricordo ancora l&#8217;adrenalina dei preparativi, le ultime serate torinesi in cui giÃ  ci sentivamo distanti anni luce dai soliti locali, le solite uscite, le solite chiacchiere.<br />
Oggi con gran piacere salutiamo due viaggiatori in partenza che ci stanno facendo riaffiorare tanti ricordi: Luca e Roberta di <a title="IdeaNomade" href="http://www.ideanomade.com/">IdeaNomade</a>.<br />
Con Roberta son cresciuta sui banchi di scuola, dal liceo, un&#8217;amicizia intensa di tante cose in comune. Passano gli anni, ci si incontrava ormai per caso in cittÃ , per poi scoprire che la passione per i viaggi Ã© la stessa e vederla partire come noi, zaino in spalla pronta a realizzare i suoi sogni.<br />
Li seguiremo dal loro blog, con un pizzico di sana invidia, rivedremo posti giÃ  visti, ci stupiremo nel vedere i cambiamenti e ci faremo ispirare per i prossimi viaggi. Ci siamo dati un appuntamento, non al bar sotto casa per un caffÃ¨ al rientro , ma in Asia da qualche parte il prossimo anno.<br />
In tanti penseranno che sono i soliti fortunati, che loro se lo possono permettere,Â io ribadisco che Ã¨ sempre questione di scelte. Hanno avuto il coraggio di mollare tutto, il lavoro, la casa, la famiglia e gli amici. Hanno venduto la macchina e girato un anno a piedi in cittÃ  per iniziare a risparmiare per il viaggio. Non dormiranno in resort all inclusive e viaggeranno su mezzi sgangherati, cammineranno per chilometri con il loro zaino, ma saranno liberi e felici, con tutto il tempo e il mondo a loro disposizione.</p>
<p>Suerte Luca e Roby, que te vaya bien! Vi diranno in Argentina dove forse sarete giÃ  atterrati quando ci leggerete.</p>
<p>La spilletta di Caterina che ci ha accompagnato per tutto il viaggio sulla nostra borsa dice &#8220;Se non ci provi non lo saprai mai&#8221;. Voi lo state facendo e avete tutta la nostra stima!</p>
<p>A presto, ci vediamo in giro!</p>
<p><a href="http://www.mondovisione.eu/wp-content/uploads/2015/02/392434147_9a2beb7963_o.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-778" alt="392434147_9a2beb7963_o" src="http://www.mondovisione.eu/wp-content/uploads/2015/02/392434147_9a2beb7963_o.jpg" width="800" height="533" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mondovisione.eu/2015/02/15/passaggio-di-testimone/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>461</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Same same but different</title>
		<link>http://www.mondovisione.eu/2015/01/13/same-same-but-different/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=same-same-but-different</link>
		<comments>http://www.mondovisione.eu/2015/01/13/same-same-but-different/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Jan 2015 08:46:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mondovisione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Grecia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mondovisione.eu/?p=760</guid>
		<description><![CDATA[C&#8217;Ã¨ chi dice che avere un figlio voglia dire non poter piÃ¹ viaggiare, figurarsi averne due! Ma come ha disegnato egregiamente Giovanna nel nostro logo, Â basta mettere l&#8217;ultimo arrivato nello zainetto e si puÃ² sempre partire :)Â E la cosa piÃ¹ meravigliosa di tutte e che in qualsiasi posto tu vada sarÃ  sempre un riscoprirlo attraverso [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<a href='http://www.mondovisione.eu/2015/01/13/same-same-but-different/cover-grecia-2015/' title='cover-grecia-2015'><img width="150" height="150" src="http://www.mondovisione.eu/wp-content/uploads/2015/01/cover-grecia-2015-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="cover-grecia-2015" data-ngfb-wp-pid="766" /></a>

<p>C&#8217;Ã¨ chi dice che avere un figlio voglia dire non poter piÃ¹ viaggiare, figurarsi averne due!<br />
Ma come ha disegnato egregiamente Giovanna nel nostro logo, Â basta mettere l&#8217;ultimo arrivato nello zainetto e si puÃ² sempre partire :)Â E la cosa piÃ¹ meravigliosa di tutte e che in qualsiasi posto tu vada sarÃ  sempre un riscoprirlo attraverso i loro occhi e i loro &#8220;wow!&#8221;</p>
<p>Quando Ã¨ nata Alice ci chiedevamo come sarebbe stato per una bimba vivace come lei abituarsi agli spazi ristretti del furgone, quando Ã¨ nato Pietro ci siam chiesti come poterci stare tutti e quattro, eppure abbiamo aggiunto qualche cintura di sicurezza, li abbiamo messi nello stesso lettino e &#8230; siam partiti!<br />
La prima gita in Svizzera nella bellissima valle Verzasca, dai paesaggi elfici, primi test con il furgone e primo tentativo di viaggio con amici in camper (esperimento riuscitissimo a parte Alice che non si sa perchÃ© era sempre nel camper dei vicini!). Â E poi in cerca di un po&#8217; di bel tempo in Corsica e Â a Serignan in attesa del ritorno in Grecia per la vacanza estiva!</p>
<p>Quest&#8217;anno decidiamo di esplorare la poco, anzi direi pochissimo, turistica isola di Eubea. Noi quattro, il furgone, la spiaggia, il mare, la luna e i falÃ² e &#8230; Â nessun altro.<br />
E al rientro per non farci mancare nulla un salto al Busker Festival per vedere Alice ballare per le strade di Ferrara e Pietro imparare ad applaudire con le manine.</p>
<p>E ora aspettiamo Marzo con il sorriso tra le labbra e quattro biglietti aerei in tasca.Â Si torna in Thailandia, in qualche isoletta sperduta, con Alice e Pietro, <em>same same but different</em>, come diranno loro!</p>
<p>Stay tuned, ne vedremo delle belle :)</p>
<div class='embed-container'><iframe src='https://www.flickr.com/photos/mondovisione/sets/72157649861525798/player/' frameborder='0' allowfullscreen webkitallowfullscreen mozallowfullscreen oallowfullscreen msallowfullscreen></iframe></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mondovisione.eu/2015/01/13/same-same-but-different/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1030</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Grecia on the beach</title>
		<link>http://www.mondovisione.eu/2013/11/19/grecia-on-the-beach/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=grecia-on-the-beach</link>
		<comments>http://www.mondovisione.eu/2013/11/19/grecia-on-the-beach/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 19 Nov 2013 08:46:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mondovisione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Grecia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mondovisione.eu/?p=732</guid>
		<description><![CDATA[Oggi piove, c&#8217;e&#8217; aria di neve in cittÃ , tempo perfetto per i ricordi estivi e Â per riprendere il filo dei nostri racconti di viaggio. Estate 2013. Cri, la pancia, Pablo, Alice e il nostro furgone. Prima meta ipotizzata la Turchia, ma causa ecografie irrimandabili, decidiamo di non allungare troppo il viaggio e fermarci in Grecia. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<a href='http://www.mondovisione.eu/2013/11/19/grecia-on-the-beach/cover_grecia/' title='cover_grecia'><img width="150" height="150" src="http://www.mondovisione.eu/wp-content/uploads/2013/11/cover_grecia-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="cover_grecia" data-ngfb-wp-pid="742" /></a>

<p>Oggi piove, c&#8217;e&#8217; aria di neve in cittÃ , tempo perfetto per i ricordi estivi e Â per riprendere il filo dei nostri racconti di viaggio.</p>
<p>Estate 2013. Cri, la pancia, Pablo, Alice e il nostro furgone.<br />
Prima meta ipotizzata la Turchia, ma causa ecografie irrimandabili, decidiamo di non allungare troppo il viaggio e fermarci in Grecia. La Turchia continua a rimanere lÃ¬ tra i nostri sogni da realizzare al piÃ¹ presto.<br />
Cominciamo a documentarci in rete e scopriamo con piacere che la Grecia pare una destinazione ideale per i camperisti come noi.<br />
Ma quali tra le mille isole scegliere? O meglio la terraferma? Dove possiamo incontrare le spiagge meno affollate ad agosto e soprattutto parcheggiare liberamente con il nostro furgone vista mare? (Domanda da 100 milioni di dollari!)<br />
Iniziamo a parlare con gli amici viaggiatori per avere consigli e scopriamo che lo Zio di Davide, camperista, sono anni che trascorre mesi in Grecia e ha appena pubblicato una <a href="http://federicobozzalla.blogspot.it/2013/05/estratto-guida-grecia-peloponneso.html">guida per il campeggio libero nel Peloponneso.<br />
<span id="more-732"></span></a>Compriamo subito la guida, molto piÃ¹ utile e economica di qualsiasi Lonely Planet o Routard e chiediamo a Davide di combinare una cena con lo zio per ascoltare i racconti/consigli di viaggio in persona (sempre una buona scusa per autoinvitarsi a cena da un bravo cuoco :))<br />
Lo zio di Davide Ã¨ la persona giusta per rispondere a tutte le nostre domande. Cartina alla mano ci convince ad optare per la parte est del Peloponneso, la meno affollata ad Agosto, con numerose spiagge che fanno al caso nostro.<br />
Lo ringraziamo per gli utili consigli, ma soprattutto per aver deciso di condividere con noi e molti altri viaggiatori il suo know-how sulla Grecia, segnalando spiagge remote e ogni informazione pratica necessaria per chi vuole fare campeggio libero da queste parti.<br />
Alla domanda &#8220;Ma perchÃ¨ fai tutto questo? Non hai paura di trovare la folla nei paradisi da te scoperti?&#8221; la risposta Ã¨ stata &#8220;Tanto noi viaggiamo fuori stagione, non c&#8217;e&#8217; mai nessuno in queste spiagge!&#8221; Lo salutiamo con un pizzico di invidia e la speranza un giorno di poter trascorrere anche noi la pensione (?!?) in viaggio a condividere i nostri racconti!</p>
<p>E cosÃ¬ eccoci in partenza direzione Ancona dove ci aspetta il traghetto per Patrasso.<br />
Bici caricate, zaino trekking per trasporto nanerottola preso, libri, giochi, canotto e costumi anche, siamo pronti!<br />
La Grecia non delude le aspettative, anzi, ci lascia la voglia di tornare ad esplorarla meglio e il Peloponneso ad agosto si rivela una scelta vincente.</p>
<p>Il mare Ã¨ pulito e trasparente ovunque, le spiagge mai affollate, con una prevalenza di turismo greco e qualche camperista. Non mancano i servizi: docce libere in moltissime spiagge, facilitÃ  di reperimento dell&#8217;acqua per il furgone, camioncini che passano a venderti frutta e verdura e l&#8217;immancabile taverna vista mare per concedersi qualche buona ed economica cenetta con le specialitÃ  locali.<br />
Per non parlare del piacere, non scontato, di vedere le spiagge libere da stabilimenti balneari e da orribili file di ombrelloni!<br />
Decidiamo di fare poche tappe, non abbiamo nessuna smania di mettere bandierine su mille paesini visitati, preferiamo goderci la tranquillitÃ  dei luoghi e ambientarci giorno dopo giorno.<br />
Alice sembra apprezzare questo ritmo di viaggio, in pochi giorni, fedele all&#8217;origine greca del suo nome (Â Î‘Î»Î¹ÎºÎ®, ovvero &#8220;marina&#8221;), si trasforma in un pesciolino. Cammina nuda sulle spiagge di sassi, si tuffa in mare senza timore e ci rallegra le giornate con i suoi giochi. Fa amicizia con i bimbi che incontriamo e Â inizia a salutare in Greco (Iassuuuuuu) o Inglese (Bai -Bai)a seconda dell&#8217;occasione :)<br />
Il furgone Ã¨ piazzato a pochi metri dall&#8217;acqua, la spiaggia alla sera si svuota completamente e Â ci godiamo la tranquillitÃ  del tramonto e le cene in riva al mare, meravigliandoci continuamente di questa libertÃ .<br />
Alice puÃ² scorrazzare a piacimento senza nessun pericolo, l&#8217;aria di mare le fa bene e non ha nessun malanno, nel frattempo Â la pancia di mamma cresce e lei inizia a prenderci confidenza concedendosi ogni pomeriggio una siesta sul suo fratellino (vorrÃ  mica schiacciarlo prima ancora che nasca!??!:))</p>
<p>Ci imbarchiamo sul traghetto di ritorno salutando la Grecia con un bel &#8220;arrivederci&#8221; e la certezza che torneremo presto da queste parti. L&#8217;ospitalitÃ  greca, la quiete, le spiagge isolate, la libertÃ , il tempo per viversi Alice giorno per giorno e gli interessanti incontri con altre famiglie di viaggiatori ci hanno rigenerato e fatto iniziare a sognare i prossimi viaggi in quattro :)</p>
<p><iframe src="http://files.slidemypics.com/app/js/iframe.html?bg_color=1f1f1f&amp;hash=102947874682203f8bef8fcea1284643&amp;r=0.9346923937555403" height="550" width="900" frameborder="0"></iframe></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mondovisione.eu/2013/11/19/grecia-on-the-beach/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1802</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
