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	<title>Mondovisione &#187; Bolivia</title>
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	<description>diario di viaggio di una famiglia in mondovisione</description>
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		<title>Ancora trekking</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2007 23:10:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo sole 24 ore di La Paz avevamo gia&#8217; deciso di abbandonare il caos della città &#8230; non ci siamo più abituati. Nonostante ciò, la capitale è comunque affascinante: abbarbicata sulle pendici di un grande canyon che sembra aprire in due l&#8217;altipiano boliviano, stordisce con il suo disordine, nei mille mercati improvvisati in ogni via [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<a href='http://www.mondovisione.eu/2007/05/02/ancora-trekking/img_3591_ridotta/' title='IMG_3591_ridotta'><img width="150" height="150" src="http://www.mondovisione.eu/wp-content/uploads/2007/05/IMG_3591_ridotta-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_3591_ridotta" data-ngfb-wp-pid="454" /></a>
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<p>Dopo sole 24 ore di La Paz avevamo gia&#8217; deciso di abbandonare il caos della città &#8230; non ci siamo più abituati.<br />
Nonostante ciò, la capitale è comunque affascinante: abbarbicata sulle pendici di un grande canyon che sembra aprire in due l&#8217;altipiano boliviano, stordisce con il suo disordine, nei mille mercati improvvisati in ogni via in cui puoi trovare dalla paccottiglia tecnologica a meraviglioso artigianato locale.<br />
Così abbiamo deciso di spostarci e ci sembrava che la cittadina di Coroico, situata nella Yunga tropicale a pochi chilometri da La Paz, facesse al caso nostro.<br />
Per andare da La Paz a Coroico ci sono due opzioni: la prima è percorrere la cosidetta Strada della Morte, una discesa mozzafiato che in soli 80 Km scende di 3.000 metri di altitudine. La media e&#8217; di 100 incidenti all&#8217;anno, a testimonianza dai dirupi si possono vedere le carcasse dei pullman caduti. L&#8217;offerta standard per i Gringo è quella di percorrere la strada su mountain bike ipertecnologiche buttandosi a capofitto sulla stretta carettera, ma noi abbiamo scelto la seconda opzione: il camino inca del Choro.<br />
Tre giorni di trekking durante i quali si scende dai 4.800 metri della Cumbre ai 1.300 metri della Yunga, percorrendo un antico sentiero costruito e utilizzato dagli Inca prima della Conquista. È estremamente affascinante perchè si ha la possibilità di passare dalla cima della cordigliera innevata al caldo tropicale della giungla. Era anche il primo trekking a queste altezze e il primo giorno i polmoni ce lo hanno fatto presente.<br />
Nei tre giorni si &#8220;scende&#8221; attraversando paesini remoti costituiti da quattro case solo in pietra dove capita che i bambini per andare a scuola debbano percorrere ogni giorno due ore del cammino.</p>
<p><span id="more-84"></span><br />
La notte si dorme in tenda in piccoli accampamenti: il primo giorno lungo il fiume in un paesino di poche case; il secondo in uno stretto corridoio verde che domina le montagne, dove vive solitaria una signora amabile con due galline e tre gatti, da cui compriamo le uova fresche per la nostra colazione.<br />
In paese ci avevano detto &#8220;da la Cumbre es toda bajada&#8221;, ma in realtà per discendere i 3.000 metri occorre spesso scendere nel punto più profondo della valle, dove scorre il fiume, e poi risalire di nuovo in cima per superare la nuova collina che ti si presenta. Faticoso, pero&#8217; la vista vale lo sforzo: dallo stretto sentiero quasi sempre pavimentato, con pietre centenarie, si aprono squarci su immense vedute di colline verdi che paiono enormi panettoni (Scritch li chiama Barbapapà) spesso avvolti da nuvole, che si trasformano in nebbie e poi in bruma.<br />
Durante il tragitto è molto interessante conoscere la gente che abita nei minuscoli villaggi che il cammino attraversa: gente che vive davvero come un tempo e che una volta alla settimana percorre il sentiero che noi ci riteniamo più che soddisfatti ad aver affrontato una sola volta nella vita.<br />
In una delle ultime soste ci fermiamo a Sandillani, un paese a 2000 metri abbandonato da più di 50 anni, dove è andato a stabilirsi il Giapponese. Il Giapponese è un personaggio noto a chi decide di affrontare il cammino, tutti i trekker passati da lì te ne parlano quando scendono in città e quindi abbiamo subito voluto conoscerlo.<br />
È un personaggio fantastico: ora ha 70 anni circa, tutto curvo e un po&#8217; arruffato ci racconta, in uno spagnolo da uno strano accento, che a 23 anni è fuggito dal suo Giappone su una nave cargo, si é fermato un po&#8217; a Singapore, poi Sud Africa e infine in Brasile (un mondovisionario come noi insomma). Da lì è risalito fino agli altipiani della Bolivia e quando è capitato a Sandillani ha deciso che quella era la sua nuova casa. Anno dopo anno si è fatto spazio nel bosco che aveva avvolto il paese abbandonato e ha costruito un vero e proprio giardino giapponese con tanto di rose, piante colorate e sentierini che lo percorrono. Come un eremita. Poi ha iniziato ad ospitare le tende dei camminatori che affrontavano il trekking e da li è iniziata la tradizione di compilare una sorta di registro dei passanti. Lo abbiamo fatto anche noi, indicandogli sulle sue mappe disegnate a mano dove si trova Torino, e con orgoglio abbiamo scoperto di essere i primi visitanti della nostra cittá.<br />
Dimenticavo un aneddoto &#8220;divertente&#8221;: una mattina ci mettiamo in cammino e ci tocca affrontare un toro impazzito che aveva deciso di uscire dal suo recinto e &#8220;farsi una corsetta&#8221; sul nostro sentiero. Per fortuna la coraggiosa signora che ci ha ospitato sapeva il fatto suo. Ci dice di seguirla armati di bastoni e ad un suo cenno iniziare a battere i bastoni a terra nel tentativo di deviare il percorso del toro verso il suo recinto. Facile a dirsi, ma quando di colpo ti ritrovi a quattrocchi con un enorme bestia cornuta a un metro da te, quando il bastone di Scritch si rompe dopo neanche un secondo, non e&#8217; facile resistere alla tentazione di darsela a gambe. Altro che corrida!! Per fortuna tutto e&#8217; andato per il meglio, la tecnica della signora ha funzionato, e dopo quei 30 secondi in cui ci siamo visti scorrere tutta la nostra vita (proprio come nei film avete presente no?!?!), in cui la temperatura corporea e&#8217; passata da -30 a +50 in un pico secondo, il toro ha deciso che forse non eravamo un granche&#8217; per il suo pasto quotidiano ed e&#8217; tornato nel suo recinto.</p>
<p><a class="tt-flickr" href="http://www.mondovisione.eu/visioni/photo/480559344/IMG_3616.html"><img alt="IMG_3616" src="http://farm1.static.flickr.com/221/480559344_818776bff4_m.jpg" width="240" height="160" border="0" /></a> <a class="tt-flickr" href="http://www.mondovisione.eu/visioni/photo/480570597/IMG_3597.html"><img alt="IMG_3597" src="http://farm1.static.flickr.com/186/480570597_2ca2d84126_m.jpg" width="240" height="160" border="0" /></a> <a class="tt-flickr" href="http://www.mondovisione.eu/visioni/photo/480559950/IMG_3649.html"><img alt="IMG_3649" src="http://farm1.static.flickr.com/168/480559950_71e3204b19_m.jpg" width="240" height="160" border="0" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Come ci si sente</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Apr 2007 16:18:48 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Bolivia]]></category>

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		<description><![CDATA[Prima di partire molti di voi ci chiedevano come ci sentiva all&#8217;idea di viaggiare per un anno intorno al mondo. Noi non avevamo la risposta, era difficile anche per noi renderci conto che finalmente lo stavamo facendo! Ora son passati tre mesi e forse possiamo provare a rispondere. E&#8217; strano, tutti e due, per la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di partire molti di voi ci chiedevano come ci sentiva all&#8217;idea di viaggiare per un anno intorno al mondo. Noi non avevamo la risposta, era difficile anche per noi renderci conto che finalmente lo stavamo facendo! Ora son passati tre mesi e forse possiamo provare a rispondere. E&#8217; strano, tutti e due, per la prima volta, ci sentiamo come se stessimo viaggiando da molto piu&#8217; tempo, per la prima volta non guardiamo il calendario ogni minuto temendo lo scadere delle canoniche due/tre settimane. Probabilmente la naturalita&#8217; del nostro viaggiare, il fatto che in tre mesi abbiamo girato mezzo Sud America, ci fa pensare di essere in viaggio da piu&#8217; tempo. Ovviamente certe cose iniziano a mancare: la famiglia, le birre con gli amici, la pizza delle Rondini, le orecchiette e gli gnocchi delle nonne, la festa per i trentanni di Bota, la musica rock, il poter buttare la cartaigenica nella tazza (ci ho messo due mesi a perdere l&#8217;abitudine!), le lenzuola non usurate &#8230; pero&#8217; non avete idea, o forse un po&#8217; questo blog la da&#8217;, di quanto siamo appagati! Di quanto vedere posti come il mare bianco, la cascata della chapada diamantina, tutte le bellezze naturali ma anche, e soprattutto, la quotidianita&#8217; del nostro viaggio, la gente dei mercati e i nuovi amici viaggiatori, le diverse culture di un paese cosi&#8217; vario e colorato ci diano ogni giorno l&#8217;adrenalina e la curiosita&#8217; di andare avanti paese dopo paese. E visto che ogni tanto Torino manca, l&#8217;altro giorno ci siamo concessi un attimo di torinesita&#8217;. Era lunedi&#8217; sera, eravamo a La Paz, e, come tutti i lunedi&#8217; torinesi, siamo andati al cinema e dopo ci siamo mangiati un kebab che purtroppo non si avvicinava minimamente a quello delizioso di Via Berthollet. <br />
Nella neutralita&#8217; della sala cinematografica, potere della celluloide ;-), ci siamo sentiti per un attimo di nuovo a Torino ed e&#8217; stato strano, all&#8217;uscita, ritrovarsi nella caotica La Paz.  </p>]]></content:encoded>
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		<title>Il mare bianco</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Apr 2007 22:35:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sempre di piu&#8217; ci rendiamo conto di come il Sud America contenga, in un unico continente, tutte le bellezze che la natura puo&#8217; offrire. Dalle splendide montagne, agli immensi ghiacciai, al mare caraibico, alla foresta amazzonica, alle piu&#8217; svariate specie di animali, ai vulcani, alle imponenti rovine di antiche civilta&#8217;, alle citta&#8217; coloniali, alle affascinanti cascate e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<a href='http://www.mondovisione.eu/2007/04/21/il-mare-bianco/img_2968_ridotta-2/' title='IMG_2968_Ridotta'><img width="150" height="150" src="http://www.mondovisione.eu/wp-content/uploads/2007/04/IMG_2968_Ridotta1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_2968_Ridotta" data-ngfb-wp-pid="467" /></a>
<a href='http://www.mondovisione.eu/2007/04/21/il-mare-bianco/img_2969_ridotta-2/' title='IMG_2969_ridotta'><img width="150" height="150" src="http://www.mondovisione.eu/wp-content/uploads/2007/04/IMG_2969_ridotta1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_2969_ridotta" data-ngfb-wp-pid="468" /></a>
<a href='http://www.mondovisione.eu/2007/04/21/il-mare-bianco/img_2970_ridotta-2/' title='IMG_2970_ridotta'><img width="150" height="150" src="http://www.mondovisione.eu/wp-content/uploads/2007/04/IMG_2970_ridotta1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_2970_ridotta" data-ngfb-wp-pid="469" /></a>
<a href='http://www.mondovisione.eu/2007/04/21/il-mare-bianco/img_2972_ridotta-2/' title='IMG_2972_ridotta'><img width="150" height="150" src="http://www.mondovisione.eu/wp-content/uploads/2007/04/IMG_2972_ridotta1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_2972_ridotta" data-ngfb-wp-pid="470" /></a>
<a href='http://www.mondovisione.eu/2007/04/21/il-mare-bianco/img_2973_ridotta-2/' title='IMG_2973_ridotta'><img width="150" height="150" src="http://www.mondovisione.eu/wp-content/uploads/2007/04/IMG_2973_ridotta1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_2973_ridotta" data-ngfb-wp-pid="471" /></a>
<a href='http://www.mondovisione.eu/2007/04/21/il-mare-bianco/img_2974_ridotta-2/' title='IMG_2974_ridotta'><img width="150" height="150" src="http://www.mondovisione.eu/wp-content/uploads/2007/04/IMG_2974_ridotta1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_2974_ridotta" data-ngfb-wp-pid="466" /></a>

<p>Sempre di piu&#8217; ci rendiamo conto di come il Sud America contenga, in un unico continente, tutte le bellezze che la natura puo&#8217; offrire. Dalle splendide montagne, agli immensi ghiacciai, al mare caraibico, alla foresta amazzonica, alle piu&#8217; svariate specie di animali, ai vulcani, alle imponenti rovine di antiche civilta&#8217;, alle citta&#8217; coloniali, alle affascinanti cascate e al Salar de Uyuni che con i suoi 12.000 kmq e`la piu`grande distesa salata del mondo.<br />
Credo che le foto in questo, come in molti casi, rendano meglio delle parole. E&#8217; incredibile la sensazione di galleggiare per ore su una distesa di mare bianco dove le montagne si intravedono in lontananza come immagini sfocate da un miraggio accompagnati, per una volta, dalla nostra musica: radiohead, the doors, nina simone&#8230;.<br />
Sono stati tre giorni splendidi in compagnia di Maurizio e Nicoletta con cui abbiamo consolidato una bellissima amicizia ammirando l&#8217;alba nel Salar tinto di rosa, il paesaggio desertico a 5000 metri di altitudine, le lagune, i geyser&#8230; condividendo emozioni, musica, racconti di viaggio, pensieri per il futuro, partite a carte, riso e minestrone, reiki e massaggi shiatsu.<br />
Il nostro viaggio pero&#8217; deve continuare, mentre loro ritornano verso l&#8217;Argentina noi siamo in attesa di prendere il prossimo pulman che ci portera&#8217; a La Paz dove ci scontreremo con la grande metropoli dopo questi giorni immersi nel deserto.</p>
<p><a class="tt-flickr" href="http://www.mondovisione.eu/visioni/photo/467598029/IMG_2936.html"><img alt="IMG_2936" src="http://farm1.static.flickr.com/196/467598029_6a29b9d483_m.jpg" width="240" height="160" border="0" /></a>   <a class="tt-flickr" href="http://www.mondovisione.eu/visioni/photo/467576568/IMG_2958.html"><img alt="IMG_2958" src="http://farm1.static.flickr.com/176/467576568_b6365a21ed_m.jpg" width="240" height="160" border="0" /></a><a class="tt-flickr" href="http://www.mondovisione.eu/visioni/photo/467597889/IMG_5035.html"><img alt="IMG_5035" src="http://farm1.static.flickr.com/221/467597889_8d5c18fee6_m.jpg" width="180" height="240" border="0" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Quota 4.050</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2007 02:57:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Potosi&#8217; con i suoi 4.050 metri di altitudine e&#8217; la citta&#8217; piu&#8217; alta del mondo e negli anni d&#8217;oro, o meglio d&#8217;argento, della sua storia, intorno al 1600, e&#8217; stata, dopo Napoli, la citta&#8217; piu&#8217; popolata del mondo. Potosi&#8217; nasce infatti nel 1546 come citta&#8217; mineraria con un cerro ricco di argento che l&#8217;ha resa [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<a href='http://www.mondovisione.eu/2007/04/18/quota-4050/img_2893_ridotta-3/' title='IMG_2893_ridotta'><img width="150" height="150" src="http://www.mondovisione.eu/wp-content/uploads/2007/04/IMG_2893_ridotta-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_2893_ridotta" data-ngfb-wp-pid="476" /></a>

<p>Potosi&#8217; con i suoi 4.050 metri di altitudine e&#8217; la citta&#8217; piu&#8217; alta del mondo e negli anni d&#8217;oro, o meglio d&#8217;argento, della sua storia, intorno al 1600, e&#8217; stata, dopo Napoli, la citta&#8217; piu&#8217; popolata del mondo.<br />
Potosi&#8217; nasce infatti nel 1546 come citta&#8217; mineraria con un <em>cerro</em> ricco di argento che l&#8217;ha resa una delle citta&#8217; piu&#8217; ricche al mondo, ma che ne ha caratterizzato la triste storia.<br />
Arrivati in citta&#8217; dopo aver attraversato un panorama con altipiani meravigliosi a 4000 metri di altitudine, abbiamo subito respirato, dopo pochi passi, la sensazione di camminare a queste altezze. Diciamo che non e&#8217; un posto dove consiglierei di andare a correre ;-)<br />
A Potosi&#8217; siamo stati ospitati, tramite hospitality club, da Emmanuel, un ragazzo francese che sta lavorando per un anno come educatore volontario per un progetto di insegnamento di grammatica e aritmetica,tramite il gioco, rivolto ai figli dei minatori.</p>
<p><span id="more-81"></span><br />
Emmanuel si e&#8217; rivelata da subito una persona splendida, ospitalissima, e ci ha permesso di conoscere ragazzi che da tutto il mondo vengono qui a lavorare come volontari per aiutare le famiglie dei minatori.<br />
Ci ha raccontato del suo lavoro con i bambini e di come non sia semplice insegnare ortografia e aritmetica quando i loro genitori spesso non sanno ne&#8217; leggere ne&#8217; scrivere e quando, nelle scuole, ti insegnano a scrivere un brano, ma senza minimamente aiutarti a capire il significato di quello che in realta&#8217; i bambini stanno semplicemente copiando.<br />
Potosi&#8217;, come accennavo prima, e&#8217; stata una delle citta&#8217; piu&#8217; ricche al mondo, ma come sempre e&#8217; accaduto nella storia del Sud America, queste enormi ricchezze sono state tutte sfruttate dai coloni spagnoli e dal mercato europeo. La montagna, ricca di argento e&#8217;, tristemente, anche ricca di morti. Migliaia e migliaia di schiavi sono morti lavorando nelle miniere e ancora oggi le condizioni di lavoro dei minatori non gli permettono di vivere oltre i quarantanni.<br />
In citta&#8217; ci sono numerose agenzie che organizzano dei tour per visitare le miniere. Ancora adesso non so se e&#8217; stata la cosa giusta partecipare ad una di queste escursioni. Sicuramente non vi avessimo partecipato non avremmo compreso a fondo le terribile condizioni di lavoro dei minatori di oggi e del passato, ma purtroppo partecipare a questi tour e&#8217; un po&#8217; come andare ad un circo dove tu cammini tranquillo con la tua tuta e il caschetto in dotazione facendo fatica a respirare anche se per poche ore all&#8217;interno della miniera, mentre incontri minatori che lavorano anche 10 ore al giorno a digiuno con il solo sollievo della coca che masticano in continuazione e dell&#8217;alcol puro che bevono per sopportare la fatica fisica. L&#8217; aria e&#8217; irrespirabile dopo pochi minuti, la miniera e&#8217; un labirinto di cunicoli su piu&#8217; livelli dove si passa dall&#8217;umidita&#8217;, al freddo, al caldo insostenibile, circondati solo da polvere e tenebre dove ogni tanto si viene scossi da un improvviso scoppio di dinamite nelle vicinanze che ci fa sussultare non poco.<br />
All&#8217;interno della miniera si possono incontrare varie rappresentazioni del <em>Tio,</em> statue rappresentanti il dio della montagna e venerate dai minatori. In passato il Dio, traslato dal quechua in Tio, era stato creato dagli spagnoli per terrorizzare gli schiavi e costringerli a lavorare per il dio della montagna.<br />
In cambio del tour i minatori ricevono da noi turisti dei piccoli omaggi: foglie di coca, bibite, sigarette&#8230;.ma al pelo hanno le forze per ringraziarci e il mio disagio di fronte a questo tristissimo spettacolo umano rimarra&#8217; impresso anche una volta tornati all&#8217;aria aperta, alle nostre tranquille vite di viaggiatori.<br />
E a Potosi&#8217; abbiamo rincontrato Maurizio e Nicoletta, i ragazzi conosciuti in Argentina, vi ricordate la foto dello shiatsu in mezzo alle montagne?!?! E con molto pìacere stiamo condividendo con loro una parte di Bolivia. Dopo la visita alle miniere, grazie all&#8217;ospitalita&#8217; di Emmanuel e dei suoi amici che ci hanno prestato parte dell&#8217;attrezzatura, abbiamo trascorto una splendida notte a campeggiare in riva ad una laguna di acqua termale denominata l&#8217;occhio dell&#8217;Inca. Questo luogo, sacro agli Inca, e&#8217; situato in mezzo alle montagne a poca distanza da Potosi&#8217;. Li&#8217; abbiamo campeggiato e grigliato in riva alla laguna di origine vulcanica, passato una notte sotto una stellata fantastica e al mattino abbiamo fatto il bagno nelle calde acque termali che misurano una profondita&#8217; di ben 2.000 metri!<br />
Ora siamo ripartiti in direzione di Uyuni, dove andremo a visitare un salar considerato uno dei posti piu&#8217; belli del Sud America e, nell&#8217;attesa di partire per l&#8217;escursione di tre giorni, ci siamo mangiati un&#8217;ottima pizza italiana. E, dobbiamo ammettere, che in realta&#8217; la pizzeria e&#8217; di un americano, ma credeteci, e&#8217; stata la pizza piu&#8217; buona trovata finora.</p>
<p><a class="tt-flickr" href="http://www.mondovisione.eu/visioni/photo/463566145/ojo_del_inca.html"><img alt="ojo del inca" src="http://farm1.static.flickr.com/182/463566145_83e6b40c2e_m.jpg" width="240" height="160" border="0" /></a> <a class="tt-flickr" href="http://www.mondovisione.eu/visioni/photo/463557623/bagno_allaba.html"><img alt="bagno all'aba" src="http://farm1.static.flickr.com/205/463557623_ebadc63343_m.jpg" width="240" height="160" border="0" /></a> <a class="tt-flickr" href="http://www.mondovisione.eu/visioni/photo/463551416/alba.html"><img alt="alba" src="http://farm1.static.flickr.com/211/463551416_7881751ee5_m.jpg" width="240" height="160" border="0" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Stile!</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2007 02:45:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E a Sucre ci siamo proprio rilassati. La citta&#8217; e&#8217; molto carina, stradine con vecchi palazzi coloniali che rimandano ad antichi splendori e che ora sono stati ben restaurati e direi, piu&#8217; che giustamente, hanno fatto si&#8217; che il prossimo anno Sucre rientri tra i patrimoni Unesco. Inoltre la citta&#8217; puo&#8217; vantare il parco cretacico piu&#8217; [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>E a Sucre ci siamo proprio rilassati. La citta&#8217; e&#8217; molto carina, stradine con vecchi palazzi coloniali che rimandano ad antichi splendori e che ora sono stati ben restaurati e direi, piu&#8217; che giustamente, hanno fatto si&#8217; che il prossimo anno Sucre rientri tra i patrimoni Unesco. Inoltre la citta&#8217; puo&#8217; vantare il parco cretacico piu&#8217; grande al mondo, una montagna su cui si possono osservare 5000 orme di dinosauri!!! Anni anni e anni orsono, infatti, la citta&#8217; era un immenso lago popolato da numerose specie di dinosauri, ora riprodotti in un piccolo e interessante Jurassic Park.<br />
E visto che dovevamo riprenderci dai nostri ultimi spostamenti abbiamo deciso di concederci una camera (a 5 euro a testa) in un ostello che mai pensavamo di poter trovare qui in Bolivia. Giudicate un po&#8217; voi se non e&#8217; stile questo nell&#8217;arredare un piccolo hostel:  </p>
<p><a class="tt-flickr" href="http://www.mondovisione.eu/visioni/photo/463555163/7hostel.html"><img height="160" alt="7hostel" src="http://farm1.static.flickr.com/212/463555163_55dcad52e7_m.jpg" width="240" border="0" /></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>I mondovisionari sbarcano in Bolivia</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2007 22:07:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mondovisione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Strana sensazione dopo mesi di pulman il salire su un treno, stupisce il trovare una rete ferroviaria nel paese piu&#8217; povero del Sud America. Siamo sopravvisuti alle 20 ore sul treno della morte ad una velocita&#8217; standard di 40 chilometri orari e arrivati a Santa Cruz ci siamo sgranchiti le gambe qualche oretta in centro in attesa di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<a href='http://www.mondovisione.eu/2007/04/12/i-mondovisionari-sbarcano-in-bolivia/img_2739_ridotta/' title='IMG_2739_ridotta'><img width="150" height="150" src="http://www.mondovisione.eu/wp-content/uploads/2007/04/IMG_2739_ridotta-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_2739_ridotta" data-ngfb-wp-pid="530" /></a>

<p>Strana sensazione dopo mesi di pulman il salire su un treno, stupisce il trovare una rete ferroviaria nel paese piu&#8217; povero del Sud America. Siamo sopravvisuti alle 20 ore sul treno della morte ad una velocita&#8217; standard di 40 chilometri orari e arrivati a Santa Cruz ci siamo sgranchiti le gambe qualche oretta in centro in attesa di prendere il pulman notturno per Sucre. Passeggiando alla ricerca di farmacie per acquistare qualcosa per il mal d&#8217;altitudine (tra un po&#8217; si iniziera&#8217; a salire parecchio) e a caccia di libri sulla storia locale, ci siamo imbattuti in uno splendido mercato di quelli che ci fanno letteralmente impazzire. Mille bancarelle, saloni di bellezza, ma soprattutto una parte al coperto con tanti banchetti dove assaggiare le specialita&#8217; locali e dove abbiamo comprato delle ottime empandas (calzoni di pasta sfoglia fritti o al forno ripieni di pollo, verdure e formaggio SLURP!).</p>
<p><span id="more-78"></span><br />
Ma se il treno della morte non ha tenuto fede al suo nome ed e&#8217; stato relativamente un viaggio tranquillo, non sapevamo che cosa dovevamo aspettarci dai pulman Boliviani. Saliamo sul bus diretto a Sucre, che forse non tutti sanno essere la capitale costituzionale della Bolivia. La media di bambini sul pulman si aggirava sui 2 a sedile, ogni famiglia era carica di coperte e inizialmente ci siamo chiesti come mai, visto che non era certo prevista l&#8217;aria condizionata. Noi eravamo gli unici non indios sul pulman e il nostro spagnolo si e&#8217; rivelato totalmente inutile visto che l&#8217;unica lingua parlata era il Quechua. La poverta&#8217; e&#8217; brutta in ogni parte del mondo e appena arrivi in Bolivia te la ritrovi di fronte molto piu&#8217; che negli altri paesi visti finora. Purtroppo qui, a differenza di paesi poveri che abbiamo visitato in altri viaggi come la Thailandia o il Laos, dove probabilmente aiutavano altri fattori culturali o religiosi, la sporcizia regna sovrana e i bambini e le mamme stesse vivono in condizioni pessime senza curarsene minimamente. Basti pensare che le donne urinano liberamente in mezzo alla strada nonostante il pulman effettui soste per andare in bagno. Le coperte abbiamo scoperto ben presto  che servivano per essere stese sul pavimento lercissimo del pulman e fare da letto a tutti quei bimbi. Una cosa per fortuna va detta, sono i bambini piu&#8217; bravi che si possano incontrare, nonostante il pulman si sia fermato tre volte durante la notte per ben tre forature (alla seconda abbiamo smesso di chiederci quante altre ruote di scorta potesse avere), nessun bambino piangeva anche se svegliato all&#8217;improvviso.<br />
E noi eravamo guardati da tutti come degli alieni, i bimbi, bellissimi, non riuscivano a toglierci gli occhi di dosso.<br />
Anche questa e&#8217; stata un&#8217;esperienza a cui credo, in Bolivia, dovremo abituarci. Per fortuna ora siamo a Sucre, detta anche la citta&#8217; bianca, a goderci un giorno di relax ammirando lo splendore dei suoi palazzi e delle sue viuzze in attesa del prossimo temutissimo pulman ;-)</p>
<p><img id="image79" style="height: 162px;" alt="img_4922.jpg" src="http://www.mondovisione.eu/wp-content/uploads/2007/04/img_4922.jpg" width="288" height="162" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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