Sperperato in poco tempo il nostro stipendio da star, Mumbay e’ forse la citta’ piu’ cara dell’India, siamo ripartiti verso nord questa volta via treno. Purtroppo la velocita’, che si viaggi in treno o in pulman, non cambia, si aggira sempre intorno ai quaranta chilometri orari e per percorrere poche centinaia di chilometri si impiegano nottate intere.
Vi basti pensare che i treni viaggiano con le porte aperte, con i bambini con le gambe fuori a penzoloni e i corridoi con la gente costantemente pressata.
Ma e’ proprio la non velocita’ dei mezzi che salva l’India dall’avere un tasso di incidenti elevatissimo, guidano tutti come….non ho le parole per descriverlo, pazzi non rende sufficientemente l’idea, ma per fortuna, quando inevitabilmente si scontrano, vanno talmente piano che i danni solitamente sono irrisori.
Dopo la solita nottata di spostamento piu’ vari altri pulman sgangherati siamo arrivati alle grotte di Ellora e Ajanta. Una serie di templi scavati nella roccia della montagna di una bellezza veramente suggestiva. Blocchi di roccia enormi perfettamente lavorati e raffiguranti le varie divinita’. La particolarita’ di Ellora e’ proprio quella di poter visitare, a pochissima distanza l’uno dall’altro, templi buddisti, hinduisti e gianisti. Nessuno ha costruito sul tempio altrui, ognuno ha occupato il suo pezzetto di montagna…ma purtroppo, nella storia indiana, non sempre le numerosissime e diverse religioni hanno convissuto insieme pacificamente.
Ce lo spiega anche Tommaso, amico torinese, incontrato, dopo la visita alle grotte, ad Ahmedabad, capitale del Gujarat.
Tom e’ qui in India per un dottorato in storia, si occupa di studiare l’evoluzione della citta’Â negli ultimi anni e la convivenza delle varie comunita’ religiose. Ahmedabad e’ tristemente nota per essere stata sede, nel 2002, di uno dei piu’ grandi scontri tra musulmani e induisti che causo’ la morte di migliaia di persone.