Dopo il deserto di Real de Catorce e’ iniziata la lunga tirata verso nord. Molte persone ci hanno chiesto com’e’ viaggiare in pulman in questi paesi, io solitamente rispondo che, anche se pare inverosimile, si viaggia molto meglio che in Italia. Per arrivare da Real de Catorce a Tijuana e’ bastato andare di stazione in stazione, a qualsiasi ora del giorno o della notte c’era un pulman, di lusso, diretto a nord. Massimo tempo di attesa per le varie coincidenze: 15 minuti.
Dopo tirate da 30 ore al giorno, dopo aver fatto una sosta in montagna a goderci i panorami del canyon della Barranca del Cobre, dopo innumerevoli controlli anti-droga, infiniti cactus, chilometri di barriere di lamiera nel deserto ustionante che separa il confine con gli Stati Uniti, siamo arrivati nella famigerata Tijuana. E non ci e’ piaciuta. La si puo’ descrivere con poche parole: un bordello per Gringos! E cosi’ dopo una notte a Tijuana abbiamo salutato definitivamente il LatinoAmerica e, passando dalla frontiera di San Ysidro (per fortuna a piedi perche’ in auto avremmo fatto chilometri infiniti di code), senza particolari controlli, siamo entrati negli States.
Giusto per non perdere l’abitudine siamo subito saliti su un pullman notturno diretto alla nostra citta’ dei sogni: San Francisco! Passato lo shock della notte insonne dopo aver scoperto che i pullman in America sono decisamente scadenti, abbiamo raggiunto finalmente il paese dei balocchi.