E finalmente siamo in Nicaragua. Dopo circa un mese tra Panamá e Costa Rica, in cui eè inevitabilmente presente l’impronta gringo del dollaro (tra proprieta’ e turisti in prevalenza nordamericani) finalmente torniamo a viaggiare in una terra piú latina che ci affascina non solo per i paesaggi meravigliosi, ma soprattutto per la gente, le cittá e il modo di vivere.
Qua le persone tornano a salutarti senza interesse per le strade, le donne lavano i panni nei laghi, i bambini ti chiedono di scattargli le foto e impazziscono quando gliele fai rivedere sullo schermino della macchina. Poi scordi i bus a lunga percorrenza e ti adatti in tranquillita’ ai “chicken bus”, gli scuolabus dei bambini americani, qua riadattati a mezzo di trasporto nazionale e decorati con i colori piu’ sgargianti. Insomma ritorni a scoprire l’autenticita’ cercando di allontanarti dal percorso del “gringo trail” che ci troviamo a seguire. Anche se questo significa vedere in faccia la poverta’ di uno dei paesi piu’ poveri del centro america.
Fuggiti per l’appunto da San Juan, dove troppi surfisti ti facevano sentire in una puntata di bay watch, abbiamo deciso di addentrarci in un paesaggio piu’ genuino e ci siamo diretti sull’isola di Ometepe.
Ometepe e’ l’isola principale del lago di Nicaragua, dove pare vivano gli squali arrivati dal caribe attraverso il fiume San Juan: incredibile, si sono adattati all’acqua dolce!
Su Ometepe la gente dice che non c’e’ troppa poverta: il lago e’ ricco di pesce e il clima umido consente di coltivare diverse verdure. Per questo motivo qui ci sono tante finca, fattorie, che portano avanti culture piu’ o meno biologiche. C’e’ la finca Magdalena, gestita da una cooperativa di campesinos: hanno avuto la terra grazie ad un esproprio governativo poco dopo la rivoluzione, e fino adesso la famiglia dell’ex-dittatore Somoza (il vecchio proprietario) non si e’ ancora fatta sentire, mentre loro continuano a coltivare la terra e, da un po’ di tempo, ad ospitare turisti. E poi c’e’ la finca ecologica El Zopilote: l’hanno messa su Cristiano e suo padre Bruno (Italiani) pochi anni fa. Bruno aveva un’albergo a Chianciano, poi la crisi turistica del suo paese lo obbligano a vendere, tiene per qualche anno un agenzia di viaggi con la quale gira il mondo in business class e poi, dopo una nuova crisi economica, finisce in un periodo nero della sua vita. Allora uno dei suoi figli lo prende e se lo porta con se a girovagare per il Sud America. Bruno rinasce e scopre il piacere di viaggiare zaino in spalla e senza alcun programma definito. Con la gioia negli occhi ci racconta di quando in Ecuador dovevano fermarsi 2 giorni da un amico e ci sono rimasti un mese. Un piano in realta’ ce l’avevano: trovare un po’ di terra e costruirici su qualcosa. E cosi’ piano piano arrivano su Ometepe… e se ne innamorano.
Comprano un po’ di terra a un prezzo ridicolo e iniziano a mettere su la finca. Ora la finca El Zopilote e’ aperta da tre anni: coltivano banani, yucca, ananas, cacaco, papaya e quant’altro e ospitano viaggiatori in capanne fatte di legno e tetti di paglia, che se vogliono possono fermarsi a lavorare in permacultura, con uno sconto sull’alloggio. La spazzatura è super-differenziata e le docce sono giapponesi (all’aria aperta). Insomma ecologia al massimo livello. In realta’ spesso Cristiano e’ via per la sua continua passione di viaggiare, ma Bruno, invece, e da sei anni che non si muove. Sta bene qui. La mattina si sveglia presto e inizia a lavorare nel campo dando le istruzioni agli altri, al pomeriggio fa due chiacchiere con i viaggiatori e via così. Dice che non ha nessun motivo di tornare in Italia… anche se spera sempre che sua figlia, rimasta nel belpaese, venga presto a trovarla.
E su Ometepe trascorriamo un po’ di tempo insieme a Katja danzatrice Belga. E’ tornata per la quinta volta in Nicaragua. Le piace un bel po’, ma questa volta ha un motivo particolare: ritrovare una fiamma nica che non vede da quattro anni e non sente da due. Ovviamente Scritch si appassiona a questa bella storia romantica e ne segue il proseguio facendo il tifo per Katja, ma purtroppo non tutte le storie hanno un lieto fine e lei riesce a ritrovare il suo vecchio amore che purtroppo nel frattempo si e`sposato. Noi però abbiamo modo di conoscere un´altra gran bella persona e avremo un buon motivo per andare a visitare il Belgio nel nostro futuro.







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