Monthly Archives: luglio 2007

Detto fatto!

Messico - 31 luglio 2007

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Madooooo!!!! Non ci possiamo credere, ma siamo davvero dall’altra parte del blog!!! Dall’altra parte dell’oceano, del pianeta, del mondo!!!!

dopo viaggi avventurosi: bagagli persi, voli annullati, zaini tagliati, controlli americani antiterroristici (vedi mauro) e anti coppie non sposate, siamo approdati a gardaland…ops, volevamo dire Playa del carmen, dove l’unica cosa veramente autentica e`l’aria piu`densa che abbiamo mai respirato nella nostra vita: avete presente un bagno turco? ecco, cosi’, ma pieno di odori forti a cui non eravamo abituati. sembra una tragedia, ma che dire? abbiamo reagito mangiando e bevendo, spendendo meta`del budget che avevamo previsto per tutto il mese! finalmente risolti nostri problemi e recuperato lo zaino di Tony e scotchato lo zaino di Chiara (che era stato preso a coltellate alla frontiera americana) siamo finalmente partiti direttamente verso il paradiso della playa di tulum! all’accoglienza dopo un` ora di cammino sotto il sole cocente abbiamo trovato paolo e cri abbronzati, in splendida forma e impazienti di vederci. scattano subito le birrette. noi sembravamo trogloditi: non riuscivamo a dire altro che “Ma che bello!”, “ma che meraviglia!”, “ma che bello ritrovarvi!” il tutto accompagnato da strani versi e bave. incredibilmente noi eravamo iperattivi e pronti a partire, mentre paolo e cri strarilassati ci hanno trattenuto a forza in questa enorme spiaggia bianca, mare cristallino, palme, cabanas, luna piena, atmosfera da favola, che nessuno di noi aveva neanche osato sognare! giocoforza ci siamo dovuti adattare. dopo le prime scottature…e qui tutti penseranno a chiara…no! mauro, e anche tony…chiara aveva talmente l’ansia di bruciarsi che e`rimasta bianca, abbiamo salutato i caraibi…sigh!….pero’ ci aspettava una recentissima eletta meraviglia del mondo: chichen itza!!RAGAAAAAAAAAAAAA non avete idea….purtroppo non si puo’ piu’ salire sulla piramide perche’ probabilmente troppa gente ci ha lasciato les pennes!!! comunque lo spettacolo e’ mozzafiato anche da sotto.

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Little Italy

Belize - 24 luglio 2007

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Altra nave, altra isola. Questa volta con destino nel Caribe Belizeno dalla pelle scura, l’inglese jamaicano e l’effige della regina Elisabetta sulle monete da un dollaro.
Purtroppo abbiamo dovuto rinunciare ad immergerci nella barriera corallina per i costi veramente proibitivi, ma non per questo non ci siamo goduti la pigrizia delle giornate nel mare calmo e cristallino da sembrare una piscina.
A Cayo Caulker abbiamo piacevolmente incontrato i primi vacanzieri italiani. Max, viaggiatore bolognese che sta esplorando Mexico e Guatemala e Alessandro, Roberto e Sergio di Milano e Roma, personaggi perfetti per un film di Salvatores o del miglior Rubini.
E quando gli italiani si incontrano all’estero si sa che dopo pochi minuti si finisce a parlare di cibo e cucina italiana e quindi in pochi giorni abbiamo ricreato la nostra Little Italy grazie al barbecue con cui ci siamo cucinati gamberetti e aragoste appena pescate mentre le nostre piccole casse portatili suonavano Battisti.
I mesi passano e senza che neanche ce ne si renda conto siamo arrivati a quota sei mesi e dalla Terra del Fuoco abbiamo raggiunto l’amato Mexico e le sue nuvole. E ora non ci resta che attendere los amigos in arrivo da Torino…

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Visioni sommerse

Honduras, Nicaragua, Uncategorized - 16 luglio 2007

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Dopo esserci ripresi dalla nostra piccola disavventura, ci siamo goduti gli ultimi giorni nello splendido Nicaragua visitando le due citta’ coloniali di Granada e Leon, storicamente da sempre antagoniste nella storia della politica nicaraguense (Leon citta’ sandinista e Granada conservatrice).
E a Leon, visto il caldo che regnava in citta’, abbiamo aprofittato per fare una tappa sull’oceano pacifico e provare anche noi a fare surf. Da subito ci siamo resi conto del perche’ dei fisici prestanti dei surfisti che vedevamo in giro. E’ faticosissimo!! Niente a che vedere con la facilita’ con cui si scende su una bella distesa di neve, ma l’adrenalina di cavalcare la prima onda, riuscire a restare in piedi e sentirsi padrone dell’oceano (va beh, forse sto un po’ esagerando erano solo onde piccoline verso la riva, ma la sensazione comunque e’ stata fortissima) e’ incredibile.

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Non si smette mai di imparare…

Nicaragua - 8 luglio 2007

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E si`, e`proprio vero, non si smette mai di imparare, anche dopo cinque mesi di viaggio. Di storie di altri viaggiatori ne abbiamo sentite tante, sfortune, distrazioni, semplici furti o assalti per strada, ma per ora la dea bendata e molta attenzione ci avevano sempre aiutato. Purtroppo non è semplice dopo mesi di viaggio tenere sempre alto il livello di attenzione e alla minima distrazione c’è qualcuno pronto dietro l’angolo ad aprofittarsene.
Ci spiace sia dovuto capitare proprio sull’isola di Omepete che tanto ci ha affascinato. Alla finca abbiamo dormito in una stanza dormitorio e , complice forse il fatto che le prime notti il dormitorio fosse vuoto, e quindi riservato a noi, e l’atmosfera rilassante del posto, abbiamo commesso un’imprudenza lasciando il cellulare nella stanza a portata di mano.
In realta’ il cellulare ce lo siamo portati dietro solo in caso di emergenza e il suo massimo utilizzo fin’ora era stata la sveglia.
E così l’ultima sera prima di partire ci siamo resi conto che il cellulare era sparito. Il giorno seguente ci siamo svegliati presto e abbiamo iniziato a controllare bene tutto il nostro equipaggio, ma dopo un’ora di ricerca abbiamo dovuto tristemente ammettere che la nostra disattenzione era stata punita: qualcuno ci aveva rubato il cellulare.
Che potesse succedere è una cosa che avevamo messo in conto in un viaggio del genere e sicuramente è stata colpa nostra l’aver abbassato la guardia, ma mai avremmo immaginato in quale situazione paradossale ci saremmo trovati da lì a qualche ora per colpa di un semplice furto di cui siamo stati vittime.
È importante menzionare, per spiegare meglio la disavventura, che mentre cercavamo il cellulare in ogni dove, Pablo ha trovato presso i bagni della finca una di quelle cinture da viaggiatori piena di soldi abbandonata vicina a una delle docce. Dopo aver verificato che all`interno non ci fossero documenti di appartenenza, abbiamo immediatamente consegnato il tutto alla reception in modo che fosse resa al proprietario.

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Ometepe

Nicaragua - 6 luglio 2007

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E finalmente siamo in Nicaragua. Dopo circa un mese tra Panamá e Costa Rica, in cui eè inevitabilmente presente l’impronta gringo del dollaro (tra proprieta’ e turisti in prevalenza nordamericani) finalmente torniamo a viaggiare in una terra piú latina che ci affascina non solo per i paesaggi meravigliosi, ma soprattutto per la gente, le cittá e il modo di vivere.
Qua le persone tornano a salutarti senza interesse per le strade, le donne lavano i panni nei laghi, i bambini ti chiedono di scattargli le foto e impazziscono quando gliele fai rivedere sullo schermino della macchina. Poi scordi i bus a lunga percorrenza e ti adatti in tranquillita’ ai “chicken bus”, gli scuolabus dei bambini americani, qua riadattati a mezzo di trasporto nazionale e decorati con i colori piu’ sgargianti. Insomma ritorni a scoprire l’autenticita’ cercando di allontanarti dal percorso del “gringo trail” che ci troviamo a seguire. Anche se questo significa vedere in faccia la poverta’ di uno dei paesi piu’ poveri del centro america.
Fuggiti per l’appunto da San Juan, dove troppi surfisti ti facevano sentire in una puntata di bay watch, abbiamo deciso di addentrarci in un paesaggio piu’ genuino e ci siamo diretti sull’isola di Ometepe.
Ometepe e’ l’isola principale del lago di Nicaragua, dove pare vivano gli squali arrivati dal caribe attraverso il fiume San Juan: incredibile, si sono adattati all’acqua dolce!

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