Fino a qualche anno fa era impensabile pensar di poter attraversare il confine Colombia/Panama via terra, per via della guerriglia presente nella zona del Darien tra le due frontiere. Ma fino a qualche anno fa era anche impensabile visitare la Colombia come abbiamo potuto fare noi in questo viaggio. Ci teniamo a scrivere che la situazione e’ molto piu’ tranquilla di quello che si pensa al di fuori, i Colombiani stessi stanno tentando in tutti i modi con il loro carattere amabile di riscattarsi dagli anni bui della guerriglia e dalla brutta fama che ha il paese. Personalmente non abbiamo avuto nessun problema di sicurezza e nessun incontro con guerriglieri che ormai, come ci hanno raccontato, son rimasti in pochi. Pertanto, dopo aver sentito i resoconti di parecchi viaggiatori, abbiamo deciso di affrontare via terra il Darien Gap, la fitta jungla in comune tra i due paesi passando per la costa, saltellando da un porto all’altro. E grazie a questa scelta, non solo abbiamo risparmiato i soldi di un volo internazionale o di una crociera forzata di cinque giorni con conseguenti dondolii e mareggiamenti ;-), ma abbiamo anche avuto modo di scoprire remoti e isolati paesini bagnati da acque cristalline al confine con Panama.
Da li’ abbiamo preso una lancia (traducasi in barchetta di legno con un motore annesso) per Puerto Obaldia, il primo paese del Centro America, per poi prendere l’aereo (traducasi in avionetta traballante da 18 posti) per Ciudad de Panama.
Pensando di arrivare se non in una metropoli, perlomeno in una citta’ di una certa dimensione, siamo rimasti piuttosto sorpresi nello sbarcare in un paesino di frontiera dove la pista dell’aereoporto consiste in una striscia di asfalto di 500 metri a fianco del campetto da calcio del paese e finisce direttamente nel mare.