Prima di partire molti di voi ci chiedevano come ci sentiva all’idea di viaggiare per un anno intorno al mondo. Noi non avevamo la risposta, era difficile anche per noi renderci conto che finalmente lo stavamo facendo! Ora son passati tre mesi e forse possiamo provare a rispondere. E’ strano, tutti e due, per la prima volta, ci sentiamo come se stessimo viaggiando da molto piu’ tempo, per la prima volta non guardiamo il calendario ogni minuto temendo lo scadere delle canoniche due/tre settimane. Probabilmente la naturalita’ del nostro viaggiare, il fatto che in tre mesi abbiamo girato mezzo Sud America, ci fa pensare di essere in viaggio da piu’ tempo. Ovviamente certe cose iniziano a mancare: la famiglia, le birre con gli amici, la pizza delle Rondini, le orecchiette e gli gnocchi delle nonne, la festa per i trentanni di Bota, la musica rock, il poter buttare la cartaigenica nella tazza (ci ho messo due mesi a perdere l’abitudine!), le lenzuola non usurate … pero’ non avete idea, o forse un po’ questo blog la da’, di quanto siamo appagati! Di quanto vedere posti come il mare bianco, la cascata della chapada diamantina, tutte le bellezze naturali ma anche, e soprattutto, la quotidianita’ del nostro viaggio, la gente dei mercati e i nuovi amici viaggiatori, le diverse culture di un paese cosi’ vario e colorato ci diano ogni giorno l’adrenalina e la curiosita’ di andare avanti paese dopo paese. E visto che ogni tanto Torino manca, l’altro giorno ci siamo concessi un attimo di torinesita’. Era lunedi’ sera, eravamo a La Paz, e, come tutti i lunedi’ torinesi, siamo andati al cinema e dopo ci siamo mangiati un kebab che purtroppo non si avvicinava minimamente a quello delizioso di Via Berthollet.Â
Nella neutralita’ della sala cinematografica, potere della celluloide ;-), ci siamo sentiti per un attimo di nuovo a Torino ed e’ stato strano, all’uscita, ritrovarsi nella caotica La Paz. Â